Ciao,

qualche giorno fa mentre giravo per il web mi sono imbattuto in questo personaggio il dottor Paolo Baiocchi che mi ha affascinato con la sua visione sulla psicoterapia. In questo video ci mostra alcuni semplici “gesti non verbali” per comunicare meglio. Guardando il video ti renderai conto di quanto si tratti di una comunicazione non verbale che usi spesso…

Sei riuscito a vederlo? Di certo il super dottore perché medico, psichiatra e psicoterapeuta ci mostra un linguaggio non verbale nato dall’osservazione clinica. In altre parole lavorando per anni con le persone si accumula un bagaglio di conoscenze psicologiche “di prima mano”,da queste sembrano derivare i gesti descritti.

Come hai visto alcuni di questi erano già stati messi in evidenza da chi si occupa di teatro, in tradizioni spirituali, filosofiche, o da terapeuti come Virginia Satir, insomma sembrano essere gesti di una certa validità. Te li propongo con lo scopo di notarli, sperimentarli e migliorare nella nostra comunicazione quotidiana.

Analizziamo un attimo i segnali non verbali proposti da Paolo Baiocchi, è bello vedere quando racconta “avrete da lavorare peralmeno un anno“…i consigli chiaramente sono diretti a psicoterapeuti ma come ti dicevo, può essere utile per tutti…

1) Dire di No: puoi intromettere il palmo della tua mano fra te ed il tuo interlocutore, un po’come farebbe un vigile per segnalarti di accostare (come nell’immagine sopra). Baiocchi ci racconta che queste intuizioni possono essere assimilabili ai Mudra…la posizione delle mani nelle tradizioni spirituali di origine orientale…

…li chiama “i mudra della comunicazione” che non è un brutto nome è interessante notare come utilizzi queste posizioni non verbali per rafforzare il messaggio verbale. Per dare un segnale di ciò che s’intende fare…forse è qualcosa che già fai naturalmente ma è più che interessante provare a farlo in modo volontario. Se vuoi, puoi immaginare di creare una parete “psichica” con la tua mano.

2) Chiedere: quando si chiede di solito si mettono le mani in posizione “caritatevole”. Cioè come quando la gente chiede la “carità per la strada”,con il palmo rivolto verso il cielo e ben in vista.Come abbiamo già visto mostrare i palmi delle mani da un segnale molto forte, tanto da far percepire l’interlocutore come più onesto e più aperto.

Questa posizione era stata individuata dalla Satir, ma ripeto, come dice Baiocchi, ci sono tante e tante tradizioni spirituali che si sono occupate di utilizzare le mani per i loro rituali, fra questi non può che venirmi in mente la comunione cristiana dove si mettono i palmi in quel modo per ricevere l’ostia (quando non la si vuole in bocca).

3) Offrire: “qualcosa che dal cuore arriva a te” e mentre lo dice fa un gesto che parte dal cuore e che si apre verso l’esterno, come se si seminassero i semi contenuti nel nostro cuore e li spedissimo al nostro interlocutore. Anche questo se ci pensi è un gesto naturale, quando una persona pensa ad offrire il primo gesto che viene in mente è proprio questo.

“E mentre facciamo questo cerchiamo di non mostrarci come più grandi, come coloro i quali vogliono sentirsi grandi”…invece è un modo per lanciare ponti con le altre persone, non è necessariamente solo un modo di generosità,ma un modo per creare connessioni, costruire una rete di relazioni. Evitando di sentirsi troppo grandi, migliori degli altri. E’ un investimento.

4) Accettare: fa un gesto non verbale opposto(o quasi) a quello di offrire, nel quale dalla periferia del corpo si prende qualcosa e lo si porta nel nostro petto/cuore. “Oggi prendo…grazie…tu hai costruito un mattone…ci sono per te”.

Al contrario del rifiuto, qui si accetta la“costruzione di un ponte“. Mi sembra molto bella come metafora della relazione, mentre il palmo “da vigile” da un segnale del tipo:”non accetto il ponte che tu vuoi costruire nei miei confronti”.

5) Definire: è il classico gesto dal politico,in Italia ne abbiamo uno bassetto che ha fatto il bello ed il cattivo tempo per 20 anni e che,se ti vai a vedere un suo qualsiasi convegno troverai questo gesto. Un linguaggio non verbale che sembra disegnare due binari entro i quali definire i propri concetti e le proprie idee.

Interessante anche l’osservazione del pollice, dove ci mostra da un comportamento animale (etologico) che il pollice alzato è un segno di virilità. Proprio come anche visto in altre ricerche legate alla posizione delle mani.

6) Confrontare: Baiocchi mostra un gesto che va da una parte all’altra, come un tergicristallo. In effetti se ci pensi quando non sei del tutto d’accordo tendi a fare quel gesto anche con la testa (o almeno a me viene così) e anche con le mani, come dire “questo e quello…mmmmnon saprei”.

Come abbiamo visto in questo post, esistono delle posizioni non verbali che possono aiutarci ad essere più creativi o per aumentare la forza ecc… ed il tutto funziona secondo il principio della emboided cognition. Quando Baiocchi ci parla del pollice ci mostra anche come i leader tendano a “prendere la loro energia dal corpo”…mi ha subito fatto pensare ad Anthony Robbins ed altri bravi comunicatori del nostro tempo.

Sperimentali esattamente come dice Baiocchi,immagina la persona a cui vuoi dire di No e con il gesto del vigile digli “No grazie”. Mima tutte le posizioni non verbali e immagina situazioni simili con cui poter “giocare”. Baiocchi è uno psicoterapeuta della Gestalt, nella quale larecitazione è un capo saldo…

…recitazione intesa come messa in scena dei propri vissuti. La classica “sedia vuota” in cui s’immaginano le persone a cui desidereremmo dire qualcosa di importante ecc. Quindi in questa scuola di terapia ci sono ormai 40 annidi esperienza clinica che possono mostrarci aspetti interessanti dell’uso del linguaggio non verbale anche fuori “dallo studiodello psicologo”.

E tu, cosa ne pensi? fammelo sapere lasciando un commento qui sotto, fammi anche sapere se”recitando” stai migliorando questo tipo di comunicazione con le persone che ti circondano.E se ti è piaciuto il post, clicca su mi piace o sul più uno di google, mi aiuterai a far  crescere PsiNeL

A presto
Genna