Ciao,

l’altro giorno ero in auto e me la cantavo alla grande…semi conosci di persona sai che adoro cantare. Ad un trattoecco la fatidica paletta…e mi fermano. Fortunatamenteho subito usato i trucchi per evitare le multe…ricordi?;)ma la cosa più divertente è stata che loro erano davveroconvinti che io fossi un pazzo urlante e non un giovane ragazzo canterino avresti dovuto vedere le loro faccequando mi hanno chiesto: “ma lei che lavoro fa?” :DDD

Ma che cosa è successo? gli agenti hanno confuso la mia”foga canterina per una foga pazzarella”. Questo capitamolto spesso, è una semplice confusione fra segnali….come quando vedi uno che sta facendo la pipi in unbagno pubblico (cosa che accade solo a noi ometti;-))e magari, guardandolo da dietro senti frasi come: “daisu puoi farcela, non fare come al solito, tirati su ecombatti”…poi magari si gira è ha l’auricolare e staparlando con un amico :-)))

La società moderna è zeppa di questi errori!tendiamo ad interpretare i gesti “non convenzionali” dellealtre persone ricamandoci sopra…mettendoci la dentro lanostra esperienza. Questo in psicologia ha preso davveromolti nomi: proiezione, lettura nel pensiero ecc. Qualsiasisia il nome che gli viene dato l’errore è sempre lo stesso:attribuire un significato alle cose che vedi partendo dalletue idee e non dal mondo esterno…

Utilizzando il linguaggio tecnico del buon “Giacobbe“, sitratta di “seghe mentali”. Si perché sono astrazioni suqualcosa che non esiste nella realtà, non la hai davverodavanti agli occhi. E’ quella che il mitico Watzlawickchiamava realtà di secondo ordine, cioè la tua opinionesulla realtà. Che è poi quella che ti fa gioire o purtropposoffrire. Ma è comunque un comportamento semi- inevitabile…

C’è una tecnica, non troppo segreta sviluppata daAlfred Korzybski che è poi l’autore di una delle frasi piùnote nel campo della formazione e della PNL (oltre adessere il fondatore della semantica generale):”la mappanon è il territorio”. Ecco l’esercizio: indica gli oggetti ele cose che ti circondano… e limitati ad osservarli cercandodi evitare il giudizio. Un trucco è quello di notarne lecaratteristiche oggettive (è lucido, ruvido, fa un suono…).Quando riesci a farlo, fai lo stesso ma questa voltanominali…dandogli il loro nome ma evitando semprei giudizi.

Facile no? mica tanto 😉 Richiede un bel po’ di esercizioperché noi (intesi come esseri umani) siamo programmatiper dare significato alle cose che ci circondano. Ma con unpo’ di esercizio è possibile “staccarsi da questo”, anche sesolo per pochi secondi. Questo ti farà diventare molto piùbravo nell’osservare le cose e…soprattutto le altrepersone…

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a prestoGenna