Ciao,

ti è mai capitato di trovarti ad essere talmente emozionatoda non riuscire a spiccicare una parola? in somma disentirti bloccato? forse ti sembrerà assurdo ma nonsei il solo, anzi oserei dire che sei in buona compagnia ;)A tutti nella vita (se hai più di 20 anni) sarà successo ditrovarsi in questa condizione. Questo può capitare perdecine di motivi (la reverenza verso le autorità, versol’altro sesso, ecc)…ma esiste un modo per migliorarsi?SI ed è sviluppare l’Intelligenza Emotiva, concetto piùche rinomato ma difficilmente applicabile perché il suostesso creatore – Daniel Goleman – è alquanto pocopragamatico nel mostrartelo. Ho cercato di creare unamodalità pratica e facile da fruire per tutti.

L’hai ascoltato? se bazzichi nel mondo della psicologia

e dello sviluppo personale quasi sicuramente conosceraii capisaldi della Intelligenza Emotiva, ma una cosa èconoserli ed un’altra è applicarli. Attraverso questoapparentemente semplice esercizio potrai allenare unodei muscoli più importanti del tuo essere “le emozioni”.E farlo rispettando quelle che Goleman ha postulatoessere le basi per una buona intelligenza emotiva:a) Identificare le emozioni, saperle riconooscere; b)Utilizzzarle piuttosto che venirne schiacciati per far si che diventino un supporto per il “pensiero”; c) capirequali sono le cause delle emozioni, cioè comprenderle esaperle valutare; d) riuscire a gestirle e a regolarle.Questi sono i capisaldi che Goleman e collaboratori hanno ipotizzato per una persona “emotivamenteingelligente”.Ecco la struttura dell’esercizio:

1) Quaderno: se mi segui ormai non potrai non avere unbel quadernino degli esercizi. In questo caso è importantema secondario. Serve per consolidare gli apprendimenti ocome li chiamerebbe Alexander le esperienzeemozionali correttive.

2) Ascolta e localizza: quando senti che le emozionistanno prendendo il sopravvento, ad esempio durante unadiscussione, ascolta il tuo corpo. Senti in quale punto deltuo corpo inizi a sentirti in quel determinato modo.

3) Nomina: dai un nome all’emozione che stai provando,questo processo va fatto almeno 2 volte, nel senso cheil primo “nome” che ti verrà in mente sarà di certo unnome nefasto, come “terrore” ecc. Dopo avergli dato ilnome terrore, ristrutturalo, dandogli un nome menonefasto, come ad esempio “paura del giudizio”.

4) Rilascia: invece di contrastare l’emozione che staiprovando, subito dopo averla nominata, prova adimmaginare che l’emozione, dal punto in cui la sentiviprima ti pervada in tutto il corpo. In pratica dovresticercare di aumentarla e successivamente provare unsenso di rilascio dell’emozione stessa.

5) A casa: quando arrivi a casa la sera prendi il tuoquadernino e scrivi le tue impressioni valutandol’intensità dell’emozione da 1 a 10 e ed anche latua capacità di gestione da 1 a 10. Nell’arco diqualche settimana o forse qualche mese dovrestiritrovarti con un archivio di esperienze. Nota qualisono quelle comuni e osserva quanto sei diventatobravo nella loro gestione.

Gli studi sulla Intelligenza Emotiva dimostarno chesvilupparla può esserti utile in ogni ambito della vita,da quello lavorativo a quello del benessere personale.Questo esercizio ti permetterà di eseguire tutti i passinecessari per diventare più intelligente a livello emotivo.Ritengo che questo genere di apprendimenti sia davveronecessario nella nostra società dove, conoscenza eintelligenza sono ormai scollegate (ti basta un cellulareper avere tutta la conoscenza necessaria, google ;-)) edove è sempre più necessario saper “usare bene” ciòche si possiede piuttosto che “possederne tanto” masenza un reale vantaggio.

T’invito a condividere i tuoi risultati e i tuoi successi,anche la pratica della “condivisione” rende te e glialtri più intelligente a livello emotivo, perché rafforzitali risultati in te stesso (creando forti convinzionipotenzianti) e diventi un modello per le altrepersone che si motivano ascoltando e leggendoi tuoi traguardi. Se riesci, scrivili qui sotto fra icommenti e se ti è piaciuto l’articolo clicca su”Mi piace” qui in fondo.

A prestoGenna

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