Sai chi è Milton Erickson? E’ l’uomo che ha rivoluzionato il modo di vedere e fare ipnosi. Ma non tutti sanno che è stato uno psicoterapeuta talmente efficace e rivoluzionario che la maggior parte degli approcci moderni alla consulenza hanno avuto origine dal suo lavoro… nonché gran parte delle intuizioni sulla attuale “crescita personale”.

Qualche tempo fa mi sono ritrovato fra le mani un articolo scritto da Jeffrey Zeig suo allievo in cui esaminava gli atteggiamenti di Erickson in terapia. Atteggiamenti che ritengo utili in qualsiasi forma di consulenza, per questo ho deciso di condividerli con te…

 

 

Sei riuscito ad ascoltarlo? ti ricordo che sei iscritto alla ANL (a cui puoi accedere gratuitamente inserendo il tuo nome e la tua email qui in alto a destra) puoi scaricarla in versione Mp3 e Zip. Nonostante questi 10 atteggiamenti siano “di settore” penso che possano essere utili a tutte le persone che, in una qualche misura desiderano migliorare il loro modo di fare consulenza.

Che tu sia un genitore piuttosto che uno psicoterpeuta, questi sono gli atteggimenti che Jeffrey Zaig ha estrapolato dalla sua esperienza vissuta insieme ad Erickson.

E prima di vederli assieme lascia che ti introduca meglio l’argomento: quando si inizia a fare un qualsiasi lavoro s’imparando delle tecniche e delle procedure. Queste poi, una volta acquisite non sono più necessarie, perché ognuno le fa proprie.

Ciò che differenzia una persona da un’altra non è il tipo di che utilizza, ma il tipo di atteggiamento che ha nei confronti di una certa cosa. Per atteggiamento quiintendo la sua definizione psicologica.

L’atteggimento per cui forma una cornice che ci permette di essere “più o meno efficaci in ciò che facciamo”. Ecco perché sono così importanti questi 10 atteggiamenti

1) Il pacchetto: Erickson non presentava mai le sue idee in modo frontale ma preferiva fare in modo che i pazienti scoprissero in un processo di ricerca il significato delle sue parole. Il cliente portava il suo problema sotto forma di sintomo, questo era visto come un travestimento (come un pacchetto) del vero problema che Erickson non svestiva. Egli infatti preferiva scartare il pacchetto di nascosto, inserirci dentro qualcosa di suo e di sorprendente e restituirlo al cliente.

>2)Fiducia nell inconscio e multi livello: Erickson era convinto che una logica lineare non avrebbe risolto una problema illogico”. Per questo motivo utilizzava una forma di comunicazione multilivello illogica…e aveva una profonda fiducia nel fatto che questi messaggi fossero recepiti dall’inconscio. Era consapevole che ciò che stava dicendo avesse diversi significati e diversi obiettivi.

3) Le risorse: Erickson è stato fra i primi a comprendere che si potesse lavorare sui punti di forza del cliente, risorse che a lui erano virtualmente inaccessibili ma presenti. Il suo atteggiamento non era quello del maestro che insegna ma quello della guida che svela le risorse interiori che già esistono. Il suo intervento era una sostanzialmente un appello alle risorse pre esistenti.

4) Drammatizzazione: Erickson era un esperto narratore di storie, e nel suo raccontare inseriva un inteso pathos, era un genio nel creare aspettativa e le raccontava come se possedessero un potere magico. Questo atteggiamento era essenziale nel suo metodo, era come se mettesse una particolare cura nello scegliere la carta adatta al suo pacchetto.

5) Responsività ai segnali minimi: Erickson era un maestro nell’ invidiare quei segnali minimi che indicano un cambiamento di stato nel suo interlocutore, quando ne vedeva qualcuno lo utilizzava in modo favorevole per i suoi obiettivi.

Enfatizzandone l’importanza e costruendo su di esso una comunicazione speciale, che potremmo definire inconscia. Ad esempio qualcosa del genere si crea quando qualcuno è d’accordo con molte cose che stai dicendo e, ad ogni tua affermazione continua ad annuire…a volte anche quando non ha ancora compreso ciò che hai appena detto.

6) Cucire su misura (tayloring): una volta acquisti i primi 5 atteggiamenti il terapeuta è in grado di disegnare il proprio intervento sul cliente, personalizzandolo come un vestito su misura.

Bisogna sempre tenere a mente che ogni cliente è differente, e che anche se una situazione ci sembra identica all’altra in realtà sono sempre diverse.

7) Occhio: Erickson ha passato tutta la sua vita a sviluppare un modo di osservare fine e attento, si narra che fosse in grado di capire se la sua segretaria aveva il ciclo dal modo di battere a macchina. Si tratta di sviluppare una acuita sensoriale particolareggiata.

In questo fare ipnosi è una palestra assoluta, in cui bisogna prestare attenzione ai minimi dettagli e cambiamenti.

8) Precisione: Erickson usava la sua comunicazione ed i suoi gesti in modo chirurgico. I suoi interventi erano giusti e al momento giusto. Mentre nella ipnosi classica ma anche di stampo piennelilistici si insegna a dare tonnellate di messaggi positivi Erickson era in grado di selezionare quelli giusti. Ovviamente per farlo doveva attivare tutti gli atteggiamenti che abbiamo visto in precedenza.

9) Cuore ed empatia: nonostante Milton sia stato studiato per la sua tecnica ed i suoi metodi, ciò che traspariva maggiromente nella sua pratica clinica, era la qualità della attenzione che dava ai suoi clienti.

Attraverso una formidabile empatia e compassione tipica dei grandi maestri, i suoi messaggi arrivavano dal cuore e non dalla tecnica, o come forse avrebbe detto lui “arrivavano dal suo inconscio” (in realtà lo avrebbe detto anche Freud, con gli “inconsci comunicanti”).

10) Guidare le associazioni: le parole di Erickson erano volte a guidare le associazioni inconsce e consce del cliente. In PNL si direbbe che era in grado di attivare ricerche transderivazionali, ma non era in grado solo di attivarle, riusciva a guidarle indirettamente. Era Se conosci il funzionamento del linguaggio, come descritto in fai la domanda giusta” hai afferrato che cosa intendo.

Se desideri davvero apportare miglioramenti alla tua attività di consulenza (di qualsiasi genere essa sia) ti consiglio di iniziare a chiederti come ti sentiresti se facessi tuoi questi atteggiamenti, anche solo per “provarli”.

Oltre al primo atteggiamento, quello del pacco, che sembra strettamente clinico, gli altri possono essere tranquillamente applicati ad ogni tipologia di consulenza e di relazione professionale. Erickson è stato un “maestro di altri tempi“.

Di quelli che ti facevano sperimentare le cose prima di parlarne. E dopo anni passati a leggere i “suoi scritti” mi sono reso conto di quanto le sue idee fossero applicabili non solo al campo della psicoterapia.

Così come le metodiche da lui derivate come la PNL possono essere utilizzate in diverse aree della vita, penso che studiare i suoi “atteggiamenti” per “modellarli”, possa essere un buon esercizio per chiunque.

A presto
Genna

Ps. ho deliberatamente parlato di “consulenza”, perché ormai oggi le forme di “professione d’aiuto” sono talmente tante che sarebbe riduttivo pensare solo alla terapia.