Ciao,

hai chiuso il gas prima di uscire di casa? è una delledomande che ci facciamo quando cerchiamo di ricordare seabbiamo fatto qualcosa o meno. Abbiamo parlato molte volte degli studi sui “falsi ricordi” e su come questi siano più che comuni. Nel caso del “gas” si tratta di uno dei tanticomportamenti che facciamo in automatico…e quando c’èdi mezzo l’automatismo (sistema di risparmio energetico)ecco che la memoria non entra “in funzione”…

Lo studio sui falsi ricordi è interessante per diversi motivi:

1) Rappresentazioni: ciò che ti rappresenti nella mente non è un insieme di “foto, filmati, suoni, ecc…” ma una ricostruzione di questi. In pratica non è come mettere degli oggetti in un “cassetto” per poi ritrovarli…ma è come avere delle “tracce” di quegli oggetti che ci riportano ad essi. Per cui queste tracce possono essere facilmente modificate e alterate.

2) Testimonianza: gli studi più approfonditi in questo campo sono stati fatti dalla Loftus nel campo della testimonianza oculare. In pratica, se quello che ricordi non è esattamente ciò che hai visto significa che come testimoni oculari “valiamo poco” 😉

3) Risorse: ci fa toccare con mano la famosa frase “il cervello non distingue la differenza fra ciò che immagini e ciò che vivi realmente”. I ricordi sono fonte delle nostre risorse interiori…li si annidano tutto un bagaglio esperienziale che ti portidietro ma che a volte non sai di avere. La ricerca sulle false memorie ha dimostrato che si può migliorare una prestazione “installando” un ricordo falso riguardo a quella abilità…proprio come fanno gli “ipnotisti” da secoli 😉

Questi apparivano essere i tre punti più interessanti della ricerca sui “falsi ricordi” ma secondo un recente studio apparso su “Psychological Science” c’è un nuovo aspetto scoperto “per caso” :O E se segui un po’ come vanno queste cose sai che spesso la scienza fa le più grandi scoperte per “serendipia”… cioè “per puro caso”. In pratica i ricercatori si sono accorti che osservare altre persone mentre compiono un determinato gesto influenza il ricordo di tale azione…

…cioè se vedo uno che “scarta un pacchetto di caramelle”sarà più facile, a distanza di tempo, indurre in chi ha visto tale comportamento il falso ricordo di essere stato lui stesso a farlo. Questo mi ricorda molto le parodie che si vedono in cartoni animati come i Simpson e i Griffin dove i due “padri di famiglia” spesso, si credono protagonisti di qualcosa che hanno visto fare da qualche attore in televisione…

…questo accade perché la nostra mente, quando vede una certa azione la riproduce… lo fa per creare delle vere e proprie simulazioni interne che serviranno, nella eventualità, per rifare al meglio quella certa cosa. Che cosa ti fa venire in mente questo? a me fa pensare al ben noto “modeling” della PNL (e di Bandura) secondo il quale si può apprendere una serie di azioni anche solo osservandole. Per cui, se vuoi diventare un bravosportivo sarà utile osservare altri sportivi giocare.

In un articolo passato ti ho mostrato come si possano utilizzare i falsi ricordi per “dimagrire” e penso che questa nuova scoperta possa avere tante applicazioni utili. Ad esempio si potrebbe chiedere ad un ansioso di osservare le persone che sono “tranquille” per creare nella sua mente un “database” di situazioni in cui, anche lui è stato tranquillo. Oppure mostrare agli sportivi gesti atletici che non si sentono ancora pronti ad affrontare.

Concludendo: quando vedi una persona compiere ungesto è probabile che si crei nella mente un falsoricordo “di te che compi quel gesto”. Questa scoperta,- certamente legata ai noti “neuroni specchio” – può avere delle interessantissime applicazioni pratiche nelle diverse aree della vita… dalla prevenzione al training di abilità specifiche.

A presto
Genna