Ciao,

dopo tante lezioni di ipnosi ho deciso…ti racconto il verosegreto per fare in modo che ogni persona entri in trancein realtà lo conosci da sempre ma oggi te lo renderòpiù chiaro ed affascinante 😉

Sto parlando di quello che da noi viene chiamato “educazionepre-ipnotica” e gli anglosassoni invece “pre-talk”…quelloche il Prof. Giampiero Mosconi chiama scherzosamente”il discorsetto” 😉

Come sicuramente saprai l’ipnosi non gode di una buonafama, infatti molte persone hanno paura di perdere ilcontrollo, rivelare i propri segreti o cavolate simili…tutta colpa dei film e della disinformazione generale.

Per questo motivo gli ipnoterapeuti professionisti usanoeliminare queste convinzioni prima di indurre la trance.Il pre-talk è di fondamentale importanza qualsiasi sial’obiettivo della trance ipnotica.

Questa educazione è anche un’ottima occasione per iniziarela vera e propria induzione…utilizzando una disseminazioneaccurata… Se il soggetto accetta il “discorsetto” è andata…sono abbattuti gli tutti ostacoli all’emergere della trance.

Qualsiasi ipnotista esperto conosce l’ importanza di questoconcetto… ma forse non tutti quelli che si avvicinano allaPNL e poi passano (per me è una cosa naturale)all’ ipnosi 😉

Oltretutto sembra che ci siano alcuni studi moltointeressanti sull’aspettativa… cioè su quello che pensiche accadrà che proverebbero una cosa davverointeressante. Lo studio è apparso sul Journal ofPersonality and Social Psychology.

Infatti in una di queste ricerche è stato provato che,unendo insieme l’aspettativa (quindi un buon pre-talk)con l’induzione standard…si azzerano i casi di soggettiNON ipnotizzabili :-O…notizia sconvolgente perchi si occupa di “ipnosi sperimentale“…

Chiaramente intendo una induzione formale, cioè in cuisi dichiara al soggetto che si sta per usare la tecnicaipnotica in vista di un obiettivo concordato.

La mia opinione personale è che, aldilà di tutti gli scriptesistenti, il modo migliore per fare il “discorsetto” èquello di calibrarlo sulla persona. Dopo averlaascoltata si può utilizzare parte della sua “strategia”per formulare una buona educazione pre-ipnotica.

Che te ne pare? Tu hai già il tuo “discorsetto”? condividiloscrivendo un commento qui sotto…e se non lo haiancora fatto…iscriviti ai miei feed.

A prestoGenna