Ciao,

ti è mai capitato di dimenticare il nome di una personasubito dopo averla ascoltata? Capita perché sei troppo”dentro te stesso a chiederti come apparirai agli occhidel tuo interlocutore“. Il bisogno di apparire come, belli,curati e intelligenti, spesso ci porta a dare attenzionesolo a noi stessi limitando le nostre abilità comunicative.Ė come guidare tendo costantemente gli occhi sulla spiadella benzina anche quando non ce ne è bisogno. Sullascia della scorsa ANL sull’autostima, voglio mostrartiun esercizio semplice per “conoscere meglio la tuastrumentazione di bordo”…in modo da vivere al 100%le tue relazioni interpersonali.

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Sei riuscito ad ascoltarlo? Conoscere se stessi èla base di ogni miglioramento personale. Lo soche si tratta della scoperta dell’acqua calda, ma se orati proponessi due corsi, il primo da titolo “conosci testesso” ed il secondo “scopri come conoscere gli altri”,ti assicuro che sarebbe quest’ultimo ad avere piùsuccesso. Questo perchè tendiamo a pensare che siapiù utile “saper conoscere gli altri” piuttosto che noistessi. Tornando all’esempio dell’automobile è chiaroche se sai di aver fatto benzina non hai bisogno diguardare costantemente l’indicatore.Come fare? sarebbe molto comodo se dalla nascitaavessimo ereditato un “manuale d’istruzioni” sucome funzioniamo. Ma sarebbe triste se avessimocostantemente le stesse istruzioni…e infatti questecambiano nel tempo, e come abbiamo già visto sitratta di conoscere le nostre “regole personali“.Conoscere se stessi, nel bene e nel male, è lacaratteristica principe di ogni leader, di ogni bravo comunicatore …è la base di ogni buona relazioneinterpersonale.Esatto! nel bene e nel male…non c’è peggior abitudineche mettere la “testa sotto la sabbia” per nasconderciquei lati che non ci piacciono. Pensaci, ti è mai capitatodi lavorare con qualcuno che “non conosce i suoi puntideboli sul lavoro?”… è una vera tortura doverglieli comunicare, perchè per un effetto di dissonanzacognitiva, tenderà a non credere alle critiche, seppurcostruttive perchè nasconde a se stesso quel dato”difetto”. Ma lo stesso avviene per i punti di forza,se non sai di averli difficilmente li metterai a”frutto”.“Quindi dovremmo conoscerci a fondo?”, sidovremmo, ma tenendo a mente che la struttura dellanostra personalità non è composta da elementi stabili.Infatti noi cambiamo costantemente in base a 1000variabili differenti. Ciò che intendo come “conoscenzadi se stessi” si limita a quelle cose che un’altra personadovrebbe conoscere per relazionarsi bene con te, quel”manuale d’istruzioni di te stesso” che la tua partnervorrebbe tanto avere, o meglio che avrebbe preferitoavere prima di intessere una qualche forma direlazione.Ecco quindi che ci è di aiuto il semplice esercizio cheti ho mostrato nella ANL, vediamo la sua strutturain 5 passi:1) Quaderno: ormai è una consuetudine, se seguiPsiNeL, quella di prendere un quadernino da usaresolo per gli esercizi dedicati alla tua crescita. E maicome nella conoscenza di se stessi è utile mettersia scrivere, per avere una sorta di “interlocutorefisico” attraverso il quale specchiarsi per vedersie ri-conoscersi.2) Prodotto: ora immagina di essere un prodottoe di possedere un manuale delle istruzioni. Che cosac’è scritto sul quel manuale? magari “non dare dabere dopo la mezzanotte?” 😉 Scrivi sul quadernoquali sarebbero queste “istruzioni per l’uso”.3) Aree della vita: puoi dividere le istruzioni inbase alle diverse aree della vita, come “lavoro”,relazioni e divertimento…e per ognuna di esserescrivere almeno una decina di istruzioni cheregolano il tuo comportamento in quell’area.4) Metti via: metti via il quaderno e l’esercizioe riprendilo a distanza di tempo, magari unasettimana e nota se in quel periodo hai rispettatoquelle regole o se una relazione andata storta acausa della rigidità di quelle stesse regole.5) Distendi: prendi la regola che ti è parsa come”esageratamente rigida” e, metti in atto di propositocomportamenti che contraddicano quella regola,come se fosse un gioco. Se ad esempio odi restarein silenzio durante una conversazione, cerca indiverse occasioni, di restarci. Sopporta quellapiccola sensazione di disagio. Questo distenderàle tue regole permettendoti di conoscerti e poidi “smussare” le cose che non ti piacciono o chepensi siano controproducenti.Come avrai notato l’esercizio è leggermente diversoda come te lo ho presentato nella ANL. Questo micapita spesso, perché parto sempre dalla produzionedell’audio e successivamente scrivo questo post.Così se sei arrivato a leggere sino a qui sei fra quellapercentuale delle persone che non si limita adascoltare il mio audio senza leggere che cosa ne”penso”… complimenti questo è lo spirito giustoper seguire le mie ANL 🙂Potrebbe capitarti di aver già sperimentato questoesercizio (qui abbiamo fatto qualcosa di simile) evitadi poltrire, ripetilo… non solo perché questa volta lametafora è differente (quella del manuale) ma ancheperché il nostro modo di vederci e percepirci non èstatico ma dinamico…potresti avere dellepiacevoli sorprese 😉 La tua crescita dipende da quanto “ti conosci”,questo non significa stare dentro se stessi a farsi le”seghe mentali”, perché come ha detto Watzlawick”guardarsi dentro rende ciechi”. C’è un modo peresplorare se stessi ed evitare le “pippe”, è quello di essere oggettivi, per quanto possibile. Se noti diessere in un reame poco oggettivo evita di portarciattenzione. A dare significato a quella soggettivitàci pensa già il tuo inconscio tu pensa a notare cononestà i tuoi punti deboli ed i tuoi talenti.A prestoGenna