Ciao,

abbiamo parlato un sacco di volte del panorama italianodello sviluppo personale. Di come ci siano alcuni vantaggi,nel fatto che esistano figure come, coach, counselor ecc…e di come ci siano anche degli svantaggi. Se mi segui saiche sono psicologo e sai anche come la penso…ma ècorretto, sia per me che per i miei colleghi …che si sonofatti 5 anni di Università + 1 anno di tirocinio ed alcuni,come me, 4 anni di scuola di psicoterapia + 600 ore direlativo tirocinio… e la descrizione potrebbe ancora eancora continuare (corsi di aggiornamento, master emagari, corsi di coaching ;-))…

Scrivo questo post perchè da un pò di tempo a questaparte vedo spuntare come funghi fantomantiche asso-ciazioni che si occupano di sviluppo personale. E fino aqui non c’è assolutamente nulla di male… il problemasorge nel momento in cui queste associazioni si foggianodel nome di “psicologia”…magari chiamandosi “ass…della psicologia dell’amore”. Ora capisco che il termine”psicologia” sia solo una nominalizzazione e capiscoanche che la cultura sia qualcosa di libero…ma c’è unproblema di fondo…

…la gente non sa la differenza fra lo psicologo ed altrefigure professionali. Queste associazioni non fanno altroche confondere le idee delle persone… che non sannopiù a chi rivolgersi, o peggio, si rivolgono ad una certafigura convinti di andare da uno psicologo. Insomma tel’ho detto un mucchio di volte, non ho nulla contro icoach ecc…che spesso sono anche più bravi dei mieicolleghi. Ma ritengo giusto, ad un livello etico, che lecose siano chiare…sia per noi che per i nostri clienti.

Aldilà del fatto che chi crea queste associazioni, forse,ha propri questo scopo (cioè il farsi identificare con lafigura professionale dello psicologo)…è importantericordare che il “problema” non è di ordine pratico diefficacia (ripeto molti coach e counselor sono davveropiù in gamba dei miei colleghi) ma di responsabilità.Se io, in quanto psicologo, faccio una cavolata…in pocotempo il mio Albo…”mi punisce”…ed il cliente puòutilizzare questo come protezione.

Capisci che mantenere i confini in questo campo è unvero e proprio casino 😉 Ogni tanto mi arriva qualchecliente inviatomi dal “coach coscienzioso” che sa qualisono i suoi “limiti”. Ma ti assicuro che in anni di lavoro,questi (gli invii), si contano sulle dita di una mano. E,visto la mia “rete di contatti” è molto estesa (grazieal web) significa che pochi si assumono questo generedi responsabilità.

Concludo il mio “delirio di protesta” inviando un fortemessaggio a chi sfrutta il nostro lavoro. Chi svolgedavvero il lavoro del coach (cioè che non fa il trainere si fa chiamare coach, che non vede 1 persona almese, se va bene…ecc.) conosce questi confini petcheli ha provati sulla pelle. Per cui, se ti trovi (da cliente)davanti uno che vuole soppiantare lo psicologo e,magari inizia a dirti che la psicologia sono tuttecavolate…è una persona poco informata e preparatae che spunta nel piatto in cui mangia…per cui scappa 😉

Fammi sapere che cosa ne pensi, soprattutto se sei uncoach e…ancora di più se sei il promotore di una di queste”associazioni di psicologia” 😉 lascia un commentoqui sotto e se ti piace il blog, seguilo dai feed rss oppuredal tuo account di facebook.