Quando una persona ti “sbadiglia in faccia” cosa pensi? La maggior parte della gente sarebbe pronta a scommettere che qualcosa non stia andando per il verso giusto: “forse è annoiata o forse la sto annoiando”, è ciò che siamo portati a pensare.

La verità è che la Psicologia dello Sbadiglio è molto più complessa e affascinante e può insegnarci molto su noi stessi, sugli altri e sulla comunicazione… buon ascolto:

La psicologia dello sbadiglio

Da anni si sente dire che se vogliamo capire quando una persona ci guarda in pubblico il metodo migliore sia sbadigliare, perché essendo questo comportamento terribilmente contagioso è molto probabile che “lo stalker” si metta a sbadigliare a sua volta, ma come abbiamo visto le cose sono più complesse di così.

Purtroppo anche io ho consigliato qualcosa del genere, tuttavia come ti ho raccontato nella puntata odierna si tratta di una iper semplificazione che forse andrebbe riadattata, e infatti nella puntata ti mostro un metodo più semplice, sempre basato sull’imitazione per ottenere lo stesso risultato.

Da diverso tempo giro intorno al tema dello sbadiglio e in modo completamente casuale ho scoperto il lavoro della prof.essa Elisabetta Palagi qualche mese prima di scoprire che avrei avuto l’onore di calcare le stesse scene, infatti potrai vedere entrambi al Ted x Lungarno Mediceo a Pisa il 6 Novembre 2022.

E’ un comportamento talmente significativo che riesce a sfidare i confini tra biologia e cultura, tra aspetti consci ed inconsci, e la cosa incredibile è che si tratta di qualcosa che abbiamo davanti agli occhi da sempre, che facciamo da sempre ma alla quale attribuiamo solitamente un singolo significato: “hai sonno”.

Se una mostro il video di una persona che sta sbadigliando, senza mostrare né il contesto né l’abbigliamento e neanche il la pendiculazione (lo stiracchiamento) e chiedo alla gente come si senta quell’individuo, il 99% mi dirà: “ha sonno” oppure, “è stanco”, alcuni fini osservatori potrebbero dire: “si è appena svegliato”.

La polisemia dello sbadiglio

Ti è mai capitato di starnutire e di sentirti dire: “qualcuno ti sta pensando” o qualcosa del genere? Anche lo starnuto è un comportamento a tratti simile allo sbadiglio, perché è fisso ed una volta iniziato difficile da evitare o nascondere. Tuttavia il motivo è più semplice in questo caso: è bene avvisare chi hai intorno che stai per spargere virus e batteri.

Tuttavia essendo un comportamento “incontrollabile” gli sono stati attribuiti nella storia vari significati, prima di scoprirne le cause fisiologiche. Anche se lo starnuto ha una causa molto più precisa, quando una persona effettua quel gesto, anche in questo caso, non sappiamo esattamente perché lo stia facendo, potrebbe essere raffreddata, allergica, avere l’influenza ecc.

Nel caso dello starnuto però conosciamo il suo scopo primario: liberarci da qualcosa. Mentre lo sbadiglio è molto più complesso e polisemico, proprio come lo sarebbe una normale espressione non verbale, come il sorriso o il corrugamento della fronte.

Prendiamo ad esempio l’emozione del disgusto, anche se non lo vuoi, se entri in contatto con un forte odore il tuo viso assumerà delle caratteristiche tipiche: bocca chiusa e rialzata, naso abbassato, occhi semi chiusi ecc. Insomma un ritiro, il tentativo del corpo di chiudersi per evitare quei sentori. E’ un gesto che ci protetti dalle sostanze tossiche, le quali ci fanno “naturalmente schifo”.

Tuttavia se vedi una persona che mostra questa espressione non sempre significa che sta percependo odori o sapori disgustosi, magari li sta solo immaginando o magari gli ha fatto schifo ciò che hai appena detto o fatto.

Più sbadigli più sei intelligente?

Secondo uno studio Andrew Gallup, presso la State University of New York at Oneonta esisterebbe una stretta relazione tra quantità di sbadigli, loro durata e quantità di neuroni. In pratica se sbadigli tanto è perché il tuo cervello necessita di più ossigeno, una sorta di misura indiretta della “potenza del cervello”, un po’ come dire che una persona che ha molti muscoli, ha più fame.

Tuttavia come puoi immaginare anche questa è semplicemente un’ipotesi, molto interessante perché lo sbadiglio sembra realmente collegato a questo fabbisogno energetico. Tranquilli però, se per caso state contando i vostri sbadigli durante questa lettura e durante l’ascolto, se non ne avete fatti troppi è normale.

Allo stesso tempo, se ne avete fatti molti è una cosa naturale anche questa. I ricercatori dicono che più è familiare una persona e più siamo inclini ad imitare il suo sbadiglio, forse funziona anche online? Nel momento in cui scrivo queste parole la puntata è già uscita e siete in molti ad avermi scritto: “ho sbadigliato moltissimo”.

Forse è legato alla familiarità che avete con la mia voce o con la mia prosa? O è più probabile che dipenda dal tipo di attenzione che hai dato a ciò che hai ascoltato? Queste sono le due posizioni predominanti nella affascinante scienza dello sbadiglio.

La scienza dello sbadiglio come maestra

Dato che in fondo tutti sappiamo che a volte ci viene da sbadigliare anche se siamo interessati ad un certo tema, dato che tutti sappiamo intuitivamente che dietro quel gesto c’è molto di più ecco che lo sbadiglio può aiutarci ad inquadrare meglio il tema della comunicazione non verbale, la quale dice più sulla nostra relazione (se andiamo d’accordo o meno) che su significati specifici.

Dato che lo sbadiglio è precoce, avviene anche nel feto, dato che è condiviso da tutti i vertebrati e dato che si tratta di qualcosa di ampiamente fisiologico, a nessuno verrebbe in mente che si tratti di un’azione appresa. Al contrario di molti comportamenti non verbali lo sbadiglio viene visto da tutti come innato!

Tale desunzione (non proprio corretta) ci aiuta ad usare questo comportamento come esempio per tutti quei gesti che sono al confine tra la fisiologia e la cultura, tra innato e appreso. Se mi segui da tempo sai che questi comportamenti hanno sempre aspetti di fisiologia (cioè naturali del corpo) e di cultura.

Le persone che si occupano di questi temi sanno quanto sia poco produttivo cercare di dirimerli: tutti sappiamo che se parliamo velocemente e con agitazione ad un’altra persona, anch’essa tenderà ad assumere il nostro stato interiore. Cioè respirerà più velocemente e forse si sentirà un po’ più agitata.

Possiamo invocare i neuroni specchio e tutte le strutture anatomiche del mondo, ma non possiamo far finta che l’aspetto relazionale, comunicativo e culturale non abbiano un peso in questa co-regolazione delle interazioni tra individui!

Natura e cultura

Lo sbadiglio, così come altri comportamenti umani, ci illustra chiaramente quanto sia poco utile cercare di capire se una certa componente sia più “naturale o più culturale”. Per quanto mi riguarda tutto è natura, cioè qualsiasi cosa sia all’interno del nostro cosmo è in fondo naturale, anche ciò che produciamo noi esseri umani lo è.

Perché dovrebbe interessarci questo tema? Perché la gente ha la tendenza a pensare che le cose naturali siano migliori di quelle culturali, da ciò deriva il fatto che sia sbagliato in fondo cercare di migliorarci, non è naturale applicare delle tecniche e dei metodi per comunicare meglio, essere più calmi, centrati ecc.

Dunque non si tratta di un mero esercizio di filosofia, ma si tratta di un atteggiamento mentale (un’insieme di convinzioni) che possono frenare la tua ricerca nel campo della realizzazione personale. Credo che lo sbadiglio, e la sua interpretazione non verbale, indichi chiaramente quanto sia limitato a volte il nostro punto di vista.

Nel senso che ci mostra che il suo significato non è solo quello del “ho sonno e sono annoiato” e allo stesso tempo dimostra quanto un gesto innato e naturale, che condividiamo con tutti i vertebrati, sia un realtà un mezzo di comunicazione che tra noi esseri umani (e forse anche tra altri animali) è anche culturale.

Fare sbadigli più brevi e “con le orecchi” per evitare che gli altri pensino che siamo annoiati in pubblico o mentre seguiamo una lezione è culturale. Lo so sto andando verso la filosofia, verso l’interpretazione di ciò che intendiamo per “natura” e per “cultura” ma allo stesso tempo è un modo per ricordarci che noi siamo entrambe queste cose.

Il metodo scientifico

Io lo so che la gente ama immaginare che attraverso la scienza o qualsiasi altro metodo di ricerca si debbano trovare delle certezze, ma le cose non funzionano in questo modo. Noi abbiamo un costante bisogno di “unire i puntini” a tal punto che quando qualcuno ci mette incertezza crediamo che non manchi qualcosa.

Ma la verità è che il metodo scientifico, che ricordo non è una cosa ma è appunto un metodo di indagine, non si fonda sulla certezza ma sull’incertezza, sul dare per scontato che ciò che abbiamo capito sino ad ora potrebbe cambiare alla luce di nuove scoperte.

E’ questa tendenza alla certezza, che ci aiuta a tollerare l’ambiguità della vita, che ci conduce a credere che un gesto come lo sbadiglio debba avere dei significati univoci. Questa puntata più che dare consigli pratici su come vivere meglio serve per conoscere un tema molto interessante (almeno per me) e allo stesso tempo fare un esercizio di pensiero.

Inoltre questi studi ci mostrano chiaramente quanto sia inopportuno usare le osservazioni sul linguaggio non verbale per dare giudizi sulle persone che ci circondano, un tema su cui ti ho rotto le scatole tantissimo e che so non piacere molto. Alla gente piace avere l’arma segreta, saper leggere nella mente altrui, mica sapere che non si può fare per davvero.

Eppure è proprio dalla flessibilità del nostro conoscere che nascono intuizioni davvero illuminanti e non dal credere in una qualche teoria strampalata. La quale ci fa cadere inevitabilmente nei vari bias (il più pericoloso qui è quello della disponibilità) che offuscano il nostro giudizio rendendoci meno sensibili al mondo.

Insomma… parlare di temi in chiave psicologica, come “lo sbadiglio” non è parlare solo di “sbadigli” ma è parlare di noi, conoscerci meglio e diventare persone con una mentalità dinamica (contrapposta a quella statica).

Approfondiremo questi temi nel Video che uscirà martedì alle 18:00.

A presto
Genna