Ciao,

in questo periodo di Olimpiadi e nel nostro belPaese appassionatissimo di sport uno dei giornalipiù acquistati è la nostra gazzetta. Conoscopersone che non escono di casa se prima nonhanno dato uno sguardo ai risultati sportivi. Aldi la delle “dipendenze da sport” forse i veriappassionati non hanno bisogno di vedere ilrisultato ma gli basta osservare il linguaggionon verbale degli atleti.

In un recente ed interessante studio si è cercatodi dimostrare come il comportamento non verbalepotesse “emettere” segnali di sottomissione.Questi segnali sono gesti e posture che indicanoin natura la “sottomissione”, segnali che hannoil potere di decretare la vita o la morte di unanimale. Non solo anche nostra, ci sono infattidiversi studi che ci mostrano…

…che se vai in un quartiere malfamato e ti mostri”spavaldo” rischi alla grande. Come ti dicevo in unpost divertente su come “evitare le multe” quandohai a che fare con “chi ti ferma” devi evitare diassumere posizioni di dominio (testa alta con ilcollo ben in vista, sguardo altezzoso e gomitimessia A mo di pollo, in stile superman percapirci) ma devi “farti più piccolo”.

Ok con i vigili che ti fermano è più facile perchésai di voler evitare la multa, mentre quando vai instazione di sera (se abiti in una città) la posturaadatta è una via di mezzo. Ne troppo spavaldo eneanche troppo sottomesso, altrimenti ti rapinanosubito 😉 ebbene a quanto pare questi sottilisegnali vengono emessi anche dagli sportivimentre stanno perdendo.

Così in teoria se accendi la TV senza sonoro esenza guardare il risultato di un match di tennisdovresti capire dal non verbale chi sta vincendo.Ed è proprio ciò che hanno fatto Philip Furley eGeoffrey Schweizer del centro di ricerche sportivedi Colonia in Germania per cercare di dimostrarequesta ipotesi: che si possa riconoscere il perdente dalla sua postura di sottomissione.

I ricercatori hanno reclutato diversi adulti e bambiniai quali hanno mostrato alcune clip, della durata disoli tre secondi, nelle pause di gioco. Gli sportscelti sono stati: il ping pong, il tennis, il baskete la pallamano. Le clip erano scelte in modo cheil risultato fosse nascosto, ed è stato chiesto divalutare chi stesse vincendo e chi non. I risultatihanno confermato le ipotesi di partenza.

I soggetti erano in grado di indovinare chi stesseperdendo affidandosi esclusivamente al non verbale.Ah dimenticavo di dirti che le clip erano mute, senzaaudio. Vediamone una di esempio insieme prova anchetu l’esperimento cercando di individuare chi secondo testa dimostrando gesti di sottomissione e che quindi,secondo l’ipotesi dei ricercatori, sta perdendo lapartita:

Ci sei riuscito? in questo video si vede un mix di”stimoli” che sono stati usati dai ricercatori. Sitratta delle pause più rappresentative di un matchdi ping pong. Come forse avrai notato si vede chimostra atteggiamenti di sottomissione e chi no.E con tutta probabilità saresti perfettamente ingrado di indovinare il risultato.

L’unica differenza nell’esperimento è stata fra gliadulti ed i bambini. Infatti questi ultimi erano menobravi degli adulti, risultato scontato se si pensache un adulto ha un bagaglio di conoscenzemolto più vasto d i quello di un bambino. Tuttavianon è un risultato da sottovalutare visto che avolte si pensa che i bambini siano più bravi aleggere il non verbale proprio perché privi dischemi di riferimento limitanti.

Quindi è una buona notizia, l‘esperienza non ciporta a “male interpretare il non verbale” ma alcontrario ci rende sempre più precisi. DimostrandoAncora una volta il potere dell’apprendimentoanche in contesti dove questo è implicito cioèinconscio (o meglio inconsapevole). Cosa chedetto fra noi a me piace un sacco, lascia chemi spieghi meglio…

…sappiamo tutti che nel mondo esistono personedotate, che per loro natura hanno abilità che altrinon riescono a raggiungere. Ebbene anche se sitratta di soggetti affascinanti ho sempre stimatomaggiormente chi raggiunge le cose con praticae sforzo…lo so sarò all’antica ma….

…a me sembra più dimocratico il fatto che tutticon un po’ di impegno possano raggiungeredeterminate abilità. Credo che l’esperimento dicui abbiamo parlato sia un esempio di comel’esperienza degli adulti possa farsi valereanche in un campo come il non verbale. Dovese ci pensi sguazzano i bambini, non per nullai prestigiatori non vogliono i bambini in primafila.

Ok, come sempre sono sfociato nel delirio “mache ci vuoi fare è venerdì ed ormai credo chela maggior parte della mia produzione sia in unqualche modo delirante“… delirante fino aquando resta fra “le mura di questo piccolo blog”ma quando poi viene esportato (come tanti studidi cui siamo stati i primi a parlare in Italia)smette di essere un delirio 😉

“Ai lettori l’ardua sentenza”… quindi come sempreti chiedo di dirmi cosa ne pensi lasciando uncommento qui sotto e/o cliccando su mi piace econdividendo questi contenuti sui tuoi social.

A prestoGenna

Ps. La ANL di Lunedì sarà una vera e propria bombache anticiperà molte delle evoluzioni della psicologialegata alla tecnologia…ti aspetto lunedì 😉


Gennaro Romagnoli
Gennaro Romagnoli

Mi chiamo Gennaro Romagnoli e sono uno Psicologo, Psicoterapeuta ed esperto di Meditazione. Autore e divulgatore di PsiNel, il podcast di psicologia più ascoltato in Italia. Se desideri sapere di più clicca qui.