Ciao,

ti piacerebbe curare la tua crescita personale senza dover per forza seguire “esercizi, metodi e pratiche”? 

Difficile pensare di poter diventare più “resistente nella corsa” se non ci si allena regolarmente ma nel campo psicologico le cose non sempre stanno così,esistono delle esperienze extra-metodiche che ti permettono di attingere a “verità profonde” senza uno sforzo “necessariamente metodico”! In modo extra (fuori) dalla metodologia, oggi parliamo di arte ed esperienza estetica…

Sei riuscito ad ascoltarlo? Più volte in questi anni di psinel abbiamo parlato dei benefici legati all’arte. Dal fatto che faccia bene ascoltare musica all’effetto preventivo di apprendere una qualche arte per difenderci dall’invecchiamento. Insomma l’arte di cui parliamo da secoli perché la usiamo da secoli per comunicare e non solo; potrebbe essere davvero un veicolo per il miglioramento personale?

Attenzione, non ti sto dicendo di studiare storia dell’arte, anche se male non farebbe, quindi non ti sto parlando di diventare “più colto” in questo campo. Ma ti sto chiedendo di  sperimentare in prima persona l’arte come mezzo per entrare in contatto con parti di te che non conosci. Parti che entrano in risonanza con il “messaggio”che l’artista forse voleva veicolare. Su questo tema esistono migliaia di pagine…

…dal punto di vista della filosofia (l’estetica) e dal punto di vista ovviamente semeiotico, cioè del cercare di capire come incide il messaggio artistico sulle persone e sulla società. Ma in questo post non voglio parlarti di quali sono le cose che ci permettono di avere una esperienza estetica ma di iniziare a considerare l’arte come un ottimo cibo per nutrire la mente, anzi uno dei migliori in assoluto.

Si perché forse il migliore resta ancora la natura che come saprai incide positivamente sul nostrocervello. Da una vita avrei voluto scrivere una ANL su questo tema, ma mi sembrava così grande da non poter proprio trarne una forma di “pratica”… se hai ascoltato il podcast sai che si tratta di una specie di paradosso…

…ti chiedo di “frequentare l’arte” perché è in grado di darti “esperienze di crescita personale senza metodologia” (senza sforzi) ma chiedendotelo ti esorto ad applicare un “metodo”, ecco il nostro paradosso. E negli ultimi anni mi sono accorto che dove c’è un paradosso c’è spesso una grande verità 😉

Ecco il nostro esercizio:

1) Frequenta luoghi artistici: organizzati e vai a vedere, mostre, rappresentazioni, concerti insomma qualsiasi forma d’arte a cui tu possa attingere. In caso abitassi su un eremo, puoi sempre usare Internet…sempre se c’è, ma il problema non si pone perché se non hai internet non puoi leggere questo blog ;)…ok questo è scontato ma meno scontato è…

2) Evita di prepararti: in altre parole, prima di andare ad una mostra evita di leggere tutti i vari dépliant o prenderti la classica guida. Entra nella mostra, guarda i quadri e lasciati catturare da uno o più opere. Fai in modo che sia il tuo gusto estetico a guidarti. Una volta arrivato a casa, prendi i tuoi dépliant e leggili tranquillamente, magari vai a conoscere la storia dei quadri che ti hanno maggiormente colpito….ma fallo dopo e non prima.

3) Fai lo stesso con “l’arte cittadina”: cioè quando visiti una città lasciati colpire dalle opere che trovi,se vuoi fotografale, e solo dopo informati teoricamente su cosa significano e chi le ha realizzate. Dobbiamo far precedere il nostro gusto estetico alla conoscenza.Ti ricordi quando abbiamo parlato del gioco del combing?

Ecco questi è l’atteggiamento adatto, aggirati per le città e lasciati sorprendere dalla cose che vedi, senti e percepisci. Ovviamente, per pulire la visuale da ciò che conosci esiste un metodo millenario.

4) La meditazione: sono molti i teorici dell’estetica che ipotizzano praticamente ciò che i meditanti dicono da millenni…cioè che si possa mettere da parte la propria conoscenza, anche solo per qualche istante, al fine di osservare la realtà in modo meno inquinato. Dall’epoché fenomenologica alla disidentificazione, esistono svariati metodi, per me quello della meditazione o meglio della presenza resta il migliore. Anche questo richiede tanto buon allenamento.

Come avrai notato ho reso più che semplice i motivi per cui dovresti frequentare l’arte. Come ti dicevo tutta la cultura si è cimentata sul concetto di arte, dal che cosa significhi alla sua semeiotica. La psicologia ovviamente si è occupata degli effetti sulla mente, in una sorta di semi semeiotica della mente…

la crescita personale invece raramente si è occupata di arte, tranne per qualche eccezione riferita a film o alla lettura delle bibliografie. Invece sono certo che ci sia molto di più, ed infatti in molte culture orientali l’arte è vista come una sorta di meditazione, sia per chi la contempla e sia per chi la “esercita”. Qualcosa di simile esiste anche nel Cristianesimo…

Insomma, la prossima volta che ti avventuri in un qualsiasi luogo, prova a farti prendere dall’arte di quel posto, di qualunque arte si tratti. Anzi per me sarebbe bene chiedersi continuamente, che cosa c’è di artistico in questa esperienza? Lo so che non tutti i critici sarebbe d’accordo e chiedo venia ai veri appassionati di “estetica” per come ho semplificato concetti molto complessi…

ma penso che questi “esercizi” possano fare bene alla nostra arte. Tu che rapporto hai con l’arte? Fammi sapere la tua opinione e se ti e piaciuto il post clicca su mi piace ed aiutami a condividerlo.
Genna

 

Note ed approfondimenti:

Ho tratto spunto dalla terminologia di Gadamer non perché lui abbia parlato in questi termini della verità,in quanto fonte di crescita personale. Quindi si tratta di una mia personale interpretazione del suo extra-metodico, che credo valga anche nel nostro campo.


Gennaro Romagnoli
Gennaro Romagnoli

Mi chiamo Gennaro Romagnoli e sono uno Psicologo, Psicoterapeuta ed esperto di Meditazione. Autore e divulgatore di PsiNel, il podcast di psicologia più ascoltato in Italia. Se desideri sapere di più clicca qui.