Quante volte hai sentito dire che è imporatante stare attenti a ciò che si dice o si pensa? Non è un consiglio sbagliato, ci sono situazioni nelle quali è necessario prestare maggiore attenzione a ciò che si dice e anche a ciò che si pensa…

Tuttavia la questione è molto più profonda di così ed è bene discuterne, buon ascolto:

A volte sì e a volte no!

Noi siamo un sistema interconnesso, ed è chiaro ed evidente a tutti che esista una rete di influenze reciproche all’interno del nostro essere. Se ci fa molto male una gamba soffriamo anche psicologicamente non solo fisicamente e viceversa, se hai subito un lutto stai male anche fisicamente.

Insomma dire in modo assoluto che pensiero e linguaggio siano distaccati è sbagliato! E’ chiaro che ciò che pensi e dici ha una influenza su ciò che fai. Tuttavia ci sono situazioni in cui è più importante essere accorti ed altre in cui è molto meno importante esserlo, anzi è addirittura controproducente.

Ora il punto è che i consigli “stai attento a ciò che pensi e dici” sono spesso colti non da persone che vogliono massimizzare le proprie prestazioni, ambito nel quale fa bene curare questi dettagli, ma nella vita quotidiana.

Sono spesso persone che vogliono sentirsi meglio a livello emotivo e gli viene detto di “controllarsi”. Così se stanno abbastanza bene scoprono che forzare il proprio mondo interiore funziona ma se per caso sono leggermente “fuori equilibrio” (cosa che può capitare a tutti) il consiglio può diventare deleterio.

Infatti ecco la cattiva e buona notizia allo stesso tempo: non puoi controllare i tuoi pensieri e le tue emozioni, puoi “solo” gestirli e nutrirli. E nota che la parolina “solo” è tra virgolette, perché è un realtà un super potere.

Gestirli e nutrirli

Come abbiamo visto un sacco di volte non possiamo avere un controllo diretto su ciò che ci salta per la testa. Se non mi credi te lo dimostro in meno di un minuto, scommetti? Allora se non mi credi fai così, prendi una sveglia e mettila ad un minuto di distanza.

Ora con gli occhi chiusi o aperti fai partire il timer e conta da 1 a 60 o semplicemente pensa a qualcosa, senza che arrivi nessun altro pensiero nel frattempo. Se hai davvero il controllo dei tuoi pensieri allora nessun altro pensiero dovrebbe interrompere il tuo conteggio o il tuo pensare, giusto?

Ecco, se ci sei riuscito le cose sono due: o sei una sorta di santo reincarnato oppure ti sei talmente tanto concentrato sul conteggio da non renderti conto di tutte le distrazioni che sono arrivate. Se invece sei un essere umano consapevole (anche se hai 20 anni di meditazione alle spalle) è molto probabile che tu ti sia distratto.

Attenzione però, per distratto non intendo che ti abbia portato fuori strada ma che semplicemente sia apparso un altro pensiero, dopotutto se tu avessi realmente il controllo dei tuoi pensieri dovresti poter scegliere esattamente cosa pensare, vero?

Ovviamente la risposta è NO! Non è affatto vero, e solo una persona poco consapevole potrebbe illudersi di questo, ma vuoi sapere una cosa, la maggior parte della gente è così. La maggior parte della gente che non ha mai provato a lavorare su di se crede che le cose stiano così.

Allenamento vs quotidianità

Quindi non è possibile lavorare a partire dal linguaggio? Si è possibile ma è la strada più lunga e tortuosa che tra i miei colleghi è sempre meno percorsa, perché è più lenta di altri sistemi che vanno alla fonte del problema che non è costituito da ciò che ti dici e cosa dici ma da quanto tu ci credi.

Come ti dicevo noi ci alleniamo per tutta la vita a fare questa cosa, impariamo che in alcuni contesti ci si deve comportare in un certo modo, non bisogna ridere ai funerali e piangere ai matrimoni. Se siamo in chiesa ci comportiamo in modo diverso di quando siamo al bar ecc.

Sul posto di lavoro poi ci sono tutta una serie di regole e cose tabù che spesso non si possono dire. Insomma lo stare attenti al nostro linguaggio è nella nostra quotidianità. Possiamo imparare quindi a parlare meglio e al momento giusto, questo è sacrosanto.

Il punto però è che c’è una differenza tra parlare e pensare, mentre le parole sono un comportamento che puoi decidere di fare o meno i pensieri sono diversi, non puoi decidere tu quali avere e quando averli. Puoi NUTRIRE profondamente il tuo mondo interiore ma non puoi comandarlo perché sei tu!

Puoi leggere, studiare, prepararti con un allenatore, meditare e fare tutte le cose pensi possano renderti una persona migliore e migliorare le tue prestazioni, ma non puoi decidere cosa ti passa per la testa. Perché la “testa” è un simulatore e se sei preparato non conta cosa ti dice conta cosa stai facendo in quel momento.

Lo so caro psinellino che questo è un tema che abbiamo visto moltissime volte ma non ho potuto fare a meno di recuperarlo, soprattutto dopo essermi sparato un sacco di materiale del prof. Moro, di cui ti ricordo abbiamo già parlato diverse volte nel passato.

Delle buone intenzioni

Come dice un proverbio: “la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni”, anche in questo caso questa frase calza a pennello, dato che sono le nostre buone intenzioni nel cercare di farci stare meglio ad instaurare i peggiori loop di soluzioni disfunzionali ridondanti.

Dunque per cercare di stare meglio cerchiamo di controllare i nostri pensieri, il che in linea generale non è sbagliato se questi si “osservano” ma la maggior parte di noi non sa come farlo e non conosce neanche la differenza tra: ragionare e osservare il ragionamento.

Questo controllo può trasformarsi facilmente in una prigione che spinge le persone a fare “giri mentali” (o di parole) per poter esprimere i propri sentimenti invece che sentirsi libera. Insomma è una faccenda molto affascinante e complicata.

Approfondiremo questo tema nel nostro QdE e nel video che uscirà in questa settimana (solitamente il martedì).

Ecco il Video Approfondimento:

A presto
Genna