Ciao,

ti piacerebbe migliorare la tua comunicazione? Oggi ti mostro una serie di riflessioni sulla”comunicazione implicita o il “non detto” sempre presente nelle comunicazioni con le altre persone (e anche con noi stessi). Nel campo della psicoterapia uno degli esempi migliori dell’utilizzo di questo tipo di”osservazione” è quello di Milton Erickson…

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Sei riuscito ad ascoltarlo? Quanti impliciti hai notato? 🙂 Probabilmente molti, perché la comunicazione è sempre “incompleta”. Gli appassionati di psicolinguistica sanno che ogni volta che proferiamo parole esiste una “struttura superficiale” (ciò che viene detto)ed una “struttura profonda” (ciò che non viene detto e viene quindi presupposto).

Un bravo comunicatore è in grado di notare questi due livelli, non tanto per “spiazzare le persone” ma per raccogliere informazioni ed avere una comunicazione “più chiara”. Ora se sei un esperto starai pensando alle famose domande del metamodello. Si di certo sono molto potenti ma ciò che voglio mostrarti oggi (per me) va oltre.

Infatti non si tratta di una semplice tecnica per scoprire “l’implicito” ma di un occhio speciale in grado di osservarlo e rispettarlo. Si, gli impliciti delle altre persone vanno per prima cosa “rispettati”. Spesso sono convinzioni, pregiudizi e assunti che si portano dietro da molto tempo. Non possiamo sapere “i perché ed i per come” ma semplicemente notarli e rispettarli!

Quando si parla di “linguistica” sembra che ci riferiamo solo agli aspetti “cognitivi della gente”ma in questo caso mi riferisco a quelli emotivi. A qui “non detti” che fanno scattare emozioni nelle persone, che rischiano in un qualche modo di incrinare le relazioni… o renderle maggiormente armoniose. Il tutto sta ancoranel rispetto per quegli assunti.

Vedi, non possiamo sapere “perché” una persona ha determinate convinzioni/impliciti, mettersi li ad indagarli non è il nostro compito (a meno che tu non faccia il mio mestiere). Ma è chiaro che abbiamo una nostra tendenza a dare significato agli impliciti delle altre persone. Ed è a questo punto che si situa questo podcast, nel mostrarti che è bene essere flessibili con questo nostro significato.

Infatti tendiamo naturalmente a notare quegli impliciti che colpiscono emotivamente anche noi. E quando questo accade, per evitare distarci male tendiamo a “puntare il dito“. Se ad esempio uno presuppone che tu non sia bravo a fare il tuo mestiere, sarà normale per te pensare che sia lui “a non capire”il valore delle tue azioni.

Lo stesso accade al contrario se sei tu ad avere degli impliciti negativi sul prossimo è possibile che questi ti portino a puntare il dito solo in una direzione. Il mio consiglio è quindi quello di distanziarsi dal “valore emotivo dell’implicito”, gestendo così sia le tue emozioni e sia i tuoi pensieri. Come abbiamo visto in un esercizio passato.

Gli impliciti sono generati dalla nostra“macchina del linguaggio”, quella che ti sta permettendo di leggere queste parole. Ma non solo è la stessa che ti fa fare congetture sul mondo, creare ipotesi per poi metterle sul banco di prova per vedere se vanno bene o meno. Tuttavia noi abbiamo una tendenzaa mantenere le nostre “ipotesi”…

…smontare i nostri “assunti” è una delle cose più difficili da fare in assoluto. Il meccanismo che sta alla base di questo fenomeno è detto”dissonanza cognitiva“. Per evitare di sentire una dissonanza fra due pensieri discordanti tendiamo a metterne da parte uno. Se ad esempio una persona presuppone che tu non sia bravo in ciò che fai…

…oltre a puntare il dito come dicevo prima potresti trovarti a pensare che sia “stupida”sia l’idea che contrasta la tua e sia la stessa persona. In pratica, per sentirti coerente eviti di accettare le convinzioni altrui! E se ti dicessi che invece comunicare bene significa saper accettare le posizioni degli altri?

“Ma come Genna dovrei accettare le posizioni delle altre persone? Anche se contrastano le mie? Mi sembra assurdo!”.

Si, lo so che sembra assurdo! Ma ciò che intendo non è “essere d’accordo su quella convinzione”ma semplicemente accettare che si possano avere convinzioni diametralmente opposte alle nostre. Questo “esercizio di pensiero” utile con ogni tipo di convinzione o schema mentale (sinonimi in questo caso) è ancora più utile quando si tratta di “implicito”.

In sintesi l’esercizio di oggi non è “cerca dinon saltare alle conclusioni“. Perché noi tendiamo sempre a farlo, è un meccanismo naturale della mente. Ma è “cerca di notare quando salti alle conclusioni e prova ad evitare di attribuire un valore emotivo a ciò che noti”. So che sembra la stessacosa ma non lo è!

Quel “valore emotivo” della comunicazione implicita ci sarà sempre, in base a moltissime variabili (la conoscenza, la vicinanza, le tue e le sue convinzioni di base, i valori ecc.). Il punto è cerca di disidentificarti da quelle congetture, anche se vengono a galla di continuo. E c’è un solo modo peresplorarle in modo “completo e sano”…

…essere chiari! E nell’essere “chiari” nonintendo necessariamente portare a galla tutto“il malloppo”. Ma comunicare chiaramente con quella persona quando ci sembra che gli impliciti stiano rovinando la relazione. Ilmodo migliore per farlo è essere gentili eaperti agli impliciti altrui. Tenendo sempre presente, che ci proiettiamo “del nostro” 😉

Più la comunicazione è ambigua e più tendiamo a proiettare i pezzi mancanti. Al nostro cervello non piace l’ambiguità e desidera sempre “dare un senso” alle cose. Tenendo a mente questi principi la tua comunicazione diverrà ben presto più flessibile e aperta, dandoti molti vantaggi nelle relazioni con gli altri e …con te stesso!

Fammi sapere cosa ne pensi lasciano un commento qui sotto. Hai ascoltato le mie “stupide frasette”? Allora vai con l’analisi linguistica e fammi sapere quali impliciti hai notato. (Si lo so, potevo farlo meglio, ma non è questo lo scopo di questopodcast ;))

Qui trovi la versione “persuasiva” dei presuppostie della comunicazione implicita.

A presto
Genna


Gennaro Romagnoli
Gennaro Romagnoli

Mi chiamo Gennaro Romagnoli e sono uno Psicologo, Psicoterapeuta ed esperto di Meditazione. Autore e divulgatore di PsiNel, il podcast di psicologia più ascoltato in Italia. Se desideri sapere di più clicca qui.