La creatività si può sviluppare? La risposta è assolutamente positiva, da anni i miei colleghi hanno scoperto diverse strategie per migliorare la creatività sul lavoro. In questo episodio scopri alcuni semplici consigli comprovati dalla ricerca psicologia per diventare subito più creativo… buon ascolto:

Tu sei inevitabilmente creativo!

Quando si parla di creatività la prima cosa che salta in mente è un’artista intento nel proprio lavoro o qualcosa del genere. Un mondo colorato, artistico e variopinto viene in mente con la parola stimolo “creatività”, ma la verità è che tutti siamo creativi, è una caratteristica degli esseri umani.

Certo anche alcuni animali mostrano doti creative di risoluzione di problemi in modo non convenzionale, tuttavia siamo proprio noi i maestri in questa disciplina. Come visto più volte in passato, ci sono scimmiette molto carine che usano creativamente i bastoni per catturare le formiche e mangiarle.

Tuttavia non pensano né di tenere il bastone e né che quella pratica possa essere migliorata, cioè innovata. Per farlo serve creatività, non solo la capacità di capire l’importanza del tenere il bastoncino (magari quando se ne trova uno che funziona bene), ma la capacità di vedere oltre l’immediato.

Serve una forte componente di astrazione per riuscire ad essere creativi. E se ti ricordi bene, il nostro cervello non solo è una sorta di macchina predittiva, ma lo fa continuamente proprio manipolando concetti astratti, simulazioni e piani per il futuro.

In altre parole, la creatività è insita nel funzionamento del nostro cervello. Mentre leggi un romanzo, ascolti una storia o il nostro Podcast, ciò che continui a fare è tentare di prevedere come si svolgerà la trama, dove l’autore voglia andare a parare. E per farlo serve un mucchio di creatività!

Studi e ricerche davvero approfondite

Qual è la differenza tra una grande azienda ed un laboratorio di ricerca universitario? La quantità di soldi che investono nella ricerca. Questa è un po’ una battuta, perché in fondo le università hanno come missione (una delle tre) quello della ricerca e di portarla avanti con efficacia.

Nel campo della creatività sono state però le aziende a fare gli studi migliori, ed alcuni di essi non li conosceremo mai perché sono rimasti secretati dal passato. Lo so che può sembrare assurdo ad un ragazzo moderno ma un tempo i segreti venivano realmente tenuti anche se per fortuna poi sono emersi.

Paolo Legrenzi racconta spesso come abbia messo a disposizione delle aziende gli studi sulla creatività. Giusto per citare un parto da queste metodiche, basta pensare al famoso “Ovetto Kinder” che è distribuito da Ferrero e che sembra essere emerso durante l’applicazione di uno o più principi psicologici.

Tutto ciò non significa che le metodiche siano state scoperte in azienda, sicuramente qualcuna si ma molte erano già note ai tempi dei primi psicologi sperimentali. I quali si divertivano a capire quando ad una persona o ad un animale veniva in mente l’insight, cioè la risoluzione immediata di un problema.

Ti è mai capitato di cercare la soluzione ad un problema, di apprendere cose nuove, chiedere consiglio ecc. Poi stai facendo una passeggiata e “EUREKA”? Ecco questo è l’insight in psicologia sperimentale degli scorsi 2 secoli.

La nostra “naturale” capacità di essere creativi

Nello studio citato in puntata abbiamo visto che i bambini sembrano essere decisamente più creativi degli adulti, o meglio tendono ad avere un pensiero laterale o divergente, molto più spiccato. Perché succede questo?

Secondo questa idea gli adulti svilupperebbero tutta una serie di “fissità funzionali” per quanto riguarda l’utilizzo degli oggetti intorno a noi. Vediamo una bottiglia e sappiamo subito cosa farci e a cosa serve, un bambino si chiede se potrebbe galleggiare come una piccola nave da portare al mare.

Perché ci “fissiamo”? Perché è utile per la nostra economia cognitiva: quando vedi un oggetto non stai dentro di te a chiederti quante cose potresti farci, semplicemente ci fai ciò che ci fanno tutti. E’ uno schema top-down che ci impedisce di accedere al nostro “bottom-up”. x

Affidarsi ai propri schemi dà sicurezza, la famosa strada “già battuta”, che ci da molta sicurezza ma ci impedisce di osservare il panorama. E’ come se guidassimo guardando solo il GPS senza mai dare uno sguardo fuori dal finestrino per aggiornare le coordinate.

E’ una fissazione evolutiva che i miei colleghi hanno scoperto a differenti livelli di astrazione, abbiamo visto che i nostri schemi tendono a restare tali di fronte a scelte di sapore, di fronte a persone e a luoghi, e anche di fronte a sondaggi politici.

La fissità

Questa fissità è talmente potente che non solo è entrata a far parte dell’immaginario collettivo grazie alle note cadid camera (i prank moderni) ma anche grazie al fatto che sono studi davvero pazzeschi. Il più famoso è noto al grande pubblico perché è uno scherzo tipico televisivo:

Un tizio vestito da turista ferma un ragazzo tenendo una grossa cartina in mano per chiedergli alcune indicazioni. D’un tratto passa tra di loro qualcuno, solitamente operai con qualcosa di grande in mano, in quel momento il “turista” viene scambiato con un’altra persona, solitamente molto diversa dalla prima.

A volte cambia addirittura il genere o il colore della pelle, ebbene solo poche persone sembrano rendersene conto. Questo scherzo, come ti ho già raccontato in passato è in realtà un vero e proprio esperimento svolto in numerosi luoghi e contesti differenti, sempre con lo stesso risultato.

In un altro esperimento si fa assaggiare una marmellata ad una persona in uno stand al supermercato, hai presente quelli che cercano poi di venderti il prodotto. Ti fanno assaggiare una marmellata e poi un’altra chiedendoti di valutarle attentamente e di valutare la tua preferita, in realtà ti fanno mangiare la stessa identica marmellata.

Anche in questo caso poche persone si accorgono dello scambio. La cosa più inquietante è quando questo esperimento viene usato per scelte politiche, ti fanno prima un questionario sul tuo orientamento politico, poi quando te lo leggono, invece di leggere le tue scelte dicono quelle opposte… anche qui in pochi se ne rendono conto.

Lo so cosa stai pensando: “a me non accadrebbe mai” ma la verità è che l’80% della popolazione ci è cascata. Certo se sei un esperto di quel settore, se sei un esperto di marmellate o di politica magari è più difficile fregarti ma tieni conto che questi giochi sono volutamente fatti in modo camuffato, per beccarti quando sei rilassato e non intento a scoprire un imbroglio.

Sblocchiamoci

Ti ho raccontato tutte queste cose sui meccanismi cognitivi della fissità non per demoralizzarti ma per dimostrarti quando è facile fissarci sulle cose, soprattutto quando non lo sappiamo, quando non siamo predisposti. Ecco che d’ora in poi, quando dovrai affrontare un problema creativo saprai di essere naturalmente “fissato” e questo già potrà darti una mano a sbloccarti.

Si, hai capito molto bene, la semplice consapevolezza di tenere a mente che potresti essere un po’ rigido sulle tue posizioni ti sblocca. Un po’ come se, prima degli esperimenti che abbiamo visto prima un tizio fosse andato dai soggetti a chiedere: “lei è facilmente influenzabile dalla gente? E’ davvero convinto di riuscire a riconoscere le differenze tra un prodotto e l’altro?”.

Sicuramente alcune domande del genere avrebbero acceso il dubbio nelle persone ed ostacolato la fissazione, cioè quel meccanismo per il quale è più comodo pensare che il tizio sia sempre lo stesso. Perché notare le differenze, come già detto, è faticoso per il cervello, per cui tanto vale fidarsi più del contesto che di ciò che sto guardando.

Questo è solo uno dei molti altri consigli che non ho raccontato in puntata, si avevo la febbre alta quando ho registrato, per cui mi scuserete ma ho inserito tutto il resto nel Qde e nel nostro video che uscirà martedì alle 18 sul nostro canale.

A presto
Genna