Ti piacerebbe tenere il tuo cervello “in forma”? Non tutti sanno che ormai siamo in possesso di una certa quantità di pratiche in grado di farlo per davvero.

Fino a pochi anni fa eravamo convinti che il cervello portasse a compimento il proprio sviluppo in giovanissima età (verso i 9 anni) e che dopo ci sarebbe stata una ineluttabile perdita di neuroni.

Oggi sappiamo che non è così e nella puntata 279 del podcast scoprirai come fare…buon ascolto

Tessuti specializzati

In termine tecnico quelli che noi chiamiamo “organi” vengono spesso chiamati anche “tessuti”, perché ogni organo ha cellule specie specifiche, cioè ogni organo interno ha le “proprie cellule”.

Più un organo è specializzato e più è lento il “turnover” delle cellule che lo compongono. Così le cellule epiteliali, quelle della pelle, essendo poco specializzate si cambiano molto velocemente.

Al contrario le cellule compongono organi più complessi come il fegato ed il cuore hanno un ricambio più lento. Non so se lo sai ma la pelle che “indossi oggi” non è quella di 5 anni fa.

Esattamente come un “rettile” solo che noi non facciamo la “muta completa” ma la facciamo lentamente. Seguendo questo principio i fisiologi di meno di 1 secolo fa erano convinti che i neuroni non avessero alcun turnover.

In altre parole, le cellule neuronali che perdi oggi non puoi mai più recuperarle. Non solo non si moltiplicano più ma non ne crescono più di nuove dopo una certa età. Eravamo convinti di questo…

La nueroplasticità

La ricerca però ha continuato ad indagare questo fenomeno sino ai giorni nostri, sino a rendersi conto che in realtà i neuroni hanno processi di moltiplicazione (mitosi) anche in tarda età.

E non solo, che ogni giorno si formano una certa quantità di nuovi neuroni in varie zone del cervello (ad esempio nell’ippocampo). Tutto questo in base a cosa? In base alla tue esperienze!

Se in questo momento impari qualcosa di nuovo il tuo cervello si modifica per davvero, non solo possono crescere neuroni “nuovi di pacca” ma quelli vecchi si ramificano nella direzione della tua esperienza.

Se oggi hai suonato il piano hai rafforzato le aree deputate a quella specifica attività, contribuendo a mantenere e fortificare aspetti anche anatomici del tuo cervello, cioè della forma fisica.

Questa cosa che ti sto raccontando non è un’ipotesi ma è una evidenza ormai comprovata da migliaia di studi in questo campo. Ricerche che ai miei tempi erano talmente agli albori da essere viste come “eretiche”.

Una specie in continua evoluzione

Ci sono molti modi per osservare come il genere umano abbia da sempre teso verso il “miglioramento personale”. Prima lo facevamo per sopravvivere oggi lo facciamo anche solo per “diletto”.

Se guardi i “record del mondo” in varie discipline non ti sarà difficile notare come queste continuino a migliorare. Ogni anno ci sono atleti che superano i record che li hanno preceduti.

Questo capita perché nasciamo sempre più forti e vigorosi? Assolutamente no, semmai è il contrario. Capita perché i metodi di allenamento si sono affinati a livelli incredibili.

E ogni atleta moderno sa perfettamente cosa deve fare o non fare per ottenere grandi risultati. Non è solo questione di tempo trascorso ad allenarsi o di “pratica deliberata“.

Ma è soprattutto legato al fatto che oggi sappiamo molto meglio come funziona la “macchina uomo” e probabilmente la conosceremo sempre meglio, come già dimostrato dai record che continuano ad essere infranti.

Allenare il cervello

Il salto con il miglioramento dell’allenamento negli sportivi è avvenuto, guarda caso, proprio con l’avvento della ricerca scientifica. Di certo ci sono sempre stati atleti che hanno cercato di “superare l’asticella”.

Anche per un fatto puramente psicologico, come quello ultra citato di Roger Bannister. Sapere che Tizio aveva già fatto un salto così alto dava di certo più speranza a Caio che tenta di fare un salto simile o più alto.

Tuttavia la vera rivoluzione è arrivata dalla ricerca scientifica, o meglio dal cercare di applicare le sue scoperte all’allenamento sportivo. Ora ti starai chiedendo perché continuo a parlarti di sport invece di “cervello”.

Perché sono solo pochi anni che sappiamo di poter realmente allenare il nostro “organo principale” e non mi stupirei sei nei prossimi decenni trovassimo modi sempre migliori per addestrarlo.

I sei consigli che hai ascoltato nella puntata sono tutti tratti dalla ricerca sperimentale, ed hanno dimostrato di poter allenare il cervello e soprattutto di riuscire a mantenerlo giovane.

Apprendimento e non solo…

Per restare in forma il cervello deve lavorare, come ti ho ripetuto mille volte: “se non lo usi lo perdi”, ma cosa significa per il nostro cervellino “restare in attività”?

Significa diverse cose ma soprattutto “apprendere”! Che tu lo voglia o meno sei chiamato ad “imparare per tutta la vita”, se mi segui da tempo sai che sono particolarmente fissato con questo aspetto.

Tuttavia tra i consigli di oggi non ci sono solo aspetti legati all’apprendimento, cioè ad una sorta di “allenamento concettuale” ma anche aspetti “non concettuali”.

Come ad esempio l’esercizio fisico e la meditazione. E’ chiaro che per fare certi movimenti e per meditare vi sia un training che richiede un certo tipo di apprendimento.

Ma questo non è legato all’imparare specifici concetti, come succede solitamente nell’apprendimento classico. Sapere di dover e poter apprendere è già un modo per tenere in forma il cervello.

Il “mindset”

Come abbiamo visto innumerevoli volte il modo con cui ti approcci alla vita e soprattutto alle sfide della vita determina i tuoi risultati. Se pensi di non poter imparare una certa cosa difficilmente ci riuscirai.

Ci tengo a dirlo: questo non significa che se “ci credi forte forte” succede, ma che se non credi che sia possibile “parti male”, come dimostrato da una svalagata di studi (vedi i più noti della Dwek).

Il punto è che non solo puoi “sempre tenere in forma il tuo cervello a qualsiasi età”, il che significa che puoi imparare, ma che questo meccanismo avviene comunque.

Se oggi tu decidessi di “non imparare più niente” questo non sarebbe possibile. La vita ti costringerebbe a continuare ad imparare cose, solo che sarebbe una sorta di “posizione passiva”.

Sarebbero gli eventi della vita a costringerti ad apprendere cose nuove invece di essere tu il protagonista, di scegliere volontariamente cosa apprendere e cosa migliorare.

Non possiamo prevedere il futuro

Di certo non possiamo prevedere il futuro e ci saranno sempre “cigni neri” in ciò che ci accade come descrive Taleb nei suoi testi. Per cui sarai sempre costretto ad adattarti agli eventi della vita.

Ma come abbiamo visto nella recente puntata sulla “preparazione” predisporti a determinate cose può aiutarti ad aumentare la tua “resilienza” in determinate occasioni.

Non si tratta di cercare di diventare sempre migliori, di cercare di prevedere tutte le cose che potrebbero accadere, questo ci porterebbe in una spirale di pensieri “ansiogeni”.

Ma si tratta di riconoscere che il nostro cervello è una macchina costantemente in movimento e in evoluzione. Se non te ne prendi cura in modo attivo, ci penserà il mondo a farlo per te!

Questa non è una sparata da “camminata sui carboni ardenti” è la pura verità, sotto gli occhi di tutti da millenni. Il caso esiste, non possiamo prevederlo ma possiamo prepararci, diventare “un po’ più protagonisti” degli eventi che ci accadono.

Se sei arrivato sino a qui…

E’ molto probabile che tu non abbia bisogno di questi suggerimenti o almeno è possibile che tu sappia dell’importanza di tenere “in forma il cervello” così come facciamo con il corpo.

Abbiamo sicuramente fatto passi da gigante in questo senso, sempre più persone si appassionano a questi temi e iniziano a diffondere la “cultura del benessere psicologico” (oltre che “neurologico”).

Tuttavia siamo ancora molto indietro, non la “gente in generale” ma soprattutto i colleghi medici che troppo spesso danno per scontato i vecchi dogmi biologici.

Sul fatto che non si possa modificare il cervello, che i trattamenti psicologici siano tutte cavolate e che l’unico modo di usare anni di ricerche sia cercare di “non fare danni”.

Eppure è sotto i loro occhi, quotidianamente, l’effetto che ha la mente sui processi di guarigione. Lo so, sono andato decisamente fuori tema perché parlavamo di “giovinezza cerebrale”.

Ma se vogliamo che queste idee si diffondano dobbiamo partire dalla categoria che ha attualmente (ancora per poco) maggiore voce in capitolo, e mi riferisco proprio ai medici.

Cosa dici, che ci sono medici “illuminati”? Sicuramente, e tanti seguono Psinel da anni e sarebbero perfettamente in linea con questi pensieri. Ma molti invece sono ancora ancorati a vecchi dogmi scientificamente sfatati.

Ovviamente avrei anche potuto parlare dei maestri e dei professori, i quali categorizzano subito i proprio allievi come “portati e non portati”. Insomma anche i mie colleghi… un po’ tutti dovremmo iniettarci un pizzico di fiducia.

Fiducia nella ricerca e nel fatto che si possano fare “piccoli miracoli” proprio a partire dalla salute del nostro cervello. Meditate gente…meditate…che fa molto molto bene 😉

Ti lascio con il video sui due segnali per capire quanto è “in forma il tuo cervello”…

VIDEO

A presto
Genna


Gennaro Romagnoli
Gennaro Romagnoli

Mi chiamo Gennaro Romagnoli e sono uno Psicologo, Psicoterapeuta ed esperto di Meditazione. Autore e divulgatore di PsiNel, il podcast di psicologia più ascoltato in Italia. Se desideri sapere di più clicca qui.