Ciao,

da quando ho aperto PsiNeL ti ho parlato un mucchio di volte di Milton Erickson che è stata la mia guida lungo tutto l’arco della mia formazione professionale e personale.

Nel “post delirio” di oggi voglio parlarti ancora una volta di lui e del nostro “rapporto” per così dire virtuale. Perché? perché penso che il suo pensiero vada continuamente rivisitato spesso nel campo della crescita personale lo identifichiamo solo con la PNL ma non è affatto così…

Con questo post delirio non voglio solo parlarti di questa bizzarra relazione “fra lui e me” ed in fondo fra “lui” ed il mondo della psicologia moderna,ma voglio annunciarti una serie di post in cui ti mostro come la maggior parte dello sviluppo personale attuale derivi da lui.

Si lo so che lo si può far derivare ancora più indietro volendo ma il parallelo che ti propongo è “Milton Erickson vs. Crescita personale“.Sai come fare, lasciami un commento o metti il tuo mi piace a questo post ed inizierò a pensare a questi meravigliosi paralleli!

Per quanto se ne dica di materiale su Erickson siamo zeppi qui in Italia. Se non sbaglio dovrebbero esserci una ventina di libri…d’accordo non “suoi”…si perché Ercickon ci ha lasciato solo articoli e conferenze e qualche introduzione…

…sono stati poi i suoi allievi a raccoglierle per pubblicarne le opere. Ed il primo libro di Erickson che ho visto era in possesso del mio amico e collega Manuel… “la mia voce ti accompagnerà” nell’ormai lontano 2001. Ricordo ancora che andavamo al parco con gli amici e di tanto in tanto si leggeva qualche storiella di Milton Erickson (si eravamo persone strane;)).

Ero al secondo anno di psicologia e non avevo mai sentito parlare di quest’autore. Se non di un suo noto omonimo Erik Erikson, del quale ho anche una divertente storiella che mi è accaduta anni dopo mentre stavo sostenendo la prova orale dell’esame di Stato per la professione di psicologo quando…

… al termine della chiacchierata la presidente della commissione mi guarda e mi dice…”bene dottore mi dica cosa vuole fare dopo, vuole fare il ricercatore forse?” (avevo preso buoni voti nella prova “generale”, quella più vicina alla ricerca).

Rispondo: “No, voglio fare lo psicoterapeuta e farò una scuola ericksoniana“…”ah molto bene quindi Erik Erikson molto interessante”…ed io”no Milton Erickon”. Ad un tratto vedo tre volti sorpresi, probabilmente in una trance passeggera mi guardano e quasi all’unisono esclamano: “Erickson chi???”.

Questa storiella giusto per mostrarti come siamo messi su questo ambito. Si poi devo ammettere che all’uomo del terzetto è saltato in mente e mi ha dettoah quindi qualcosa che ha che fare con l’ipnosi“…con sguardo quasi schifato ed incredulo.No non sto esagerando è andata proprio così emi sono divertito un sacco per anni a raccontarlo ad amici…ora lo sai anche tu 🙂

Così nel tempo mi sono specializzato nella sua psicoterapia ma soprattutto ho letto praticamente tutto quello che ha scritto. Ho fatto bene? più o meno, perché molte cose sono superate ed altre sono ultra ripetute durante tutti i suoi scritti.

Però devo ammettere che ogni volta che metto mano ai suoi lavori scopro qualcosa di nuovo,come se si trattasse davvero di un profeta della psicologia moderna.

Qualcuno che come pochi è riuscito a sfondare tutte le porte che gli sono state chiuse da quello che potremmo definire “destino scritto”. Erickson più che un medico è stato un maestro nel senso mistico del termine.

Chi lo ha conosciuto non ha parlato di “grande preparazione” ma sempre di”intuito”, “genialità”, “era come se potesse leggerti dentro”, sembrano più descrizioni che si addicono ad uno stregone.

E così Erickson sembrava presentarsi nei suoi stravaganti vestiti viola e nella sua collezione di gioielli e suppellettili degli indiani d’America sparsi per tutta la casa.

Insomma un uomo da cui ho appreso molto e di cui vorrei discutere con te. Non per ripercorrere quelle solite storie che spesso si raccontano ma per parlare di Erickson e del suo genio.

E allo stesso tempo, continuare ad estrarre da questo bagaglio, continui spunti per la nostra crescita personale. Infatti Erickson, come già aveva fatto Jung, puntava sulle risorse del paziente piuttosto che sull’analisi delle sue problematiche intrapsichiche.

Sono certo che questo tipo di riflessioni facciano bene a tutti semplici curiosi, appassionati e soprattutto“addetti ai lavori” che come me sono sempre alla ricerca di nuove riflessioni e strumenti per migliorare la loro efficacia professionale.

Ti avviso però, non si tratta di mitizzare Erickson perché lo è già abbastanza, si tratta di ascoltare bene ciò che ha cercato di dirci leggendolo sotto molti punti di vista.

Così come si fa tutt’oggi per gli autori di maggior spicco nei diversi campi dello scibile. Così esistono persone che studiano tutta la vita Dante oppure Freud e ci trovano sempre qualcosa di nuovo. Se ad esempio t’iscrivi ad una scuola di psicoanalisi con tutta probabilità studierai a fondo (ancora) i casi di Freud…

…lo si fa perché effettivamente andare a vedere i casi di Freud è ancora educativo per chi vuole fare un certo mestiere. Così, se sei arrivato a leggermi fino a qui significa che sei davvero interessato al lavoro di Erickson, perché come me sai che è stato lui a dare il maggiore contributo alla PNL e quindi a quella parte della crescita personale che a me piace e forse piace anche a te.

Erickson non ci ha lasciato modelli e teorie, per questo è ancora più affascinante avventurarsi fra i suoi casi clinici e fra le sue osservazioni. Cosi prima di lasciarti ai commenti, per sapere se questo argomento t’interessa… lascia che ti dica come le persone solitamente si avvicinano al lavoro del “maestro”.

 

Ci sono 3 tipi di persone che iniziano a studiare Erickson:

 

1) Gli invasati assoluti che magari, come me, arrivano proprio dalla PNL. Sono zeppi di storielle fantasiose su Erickson che Bandler ha utilizzato qui e la fra i suoi scritti e nei suoi corsi (spesso del tutto false). Questi lo adorano a priori…

 

2) I curiosi che per caso sentono parlare di ipnosi ed imbroccano la strada giusta per arrivare ad Erickson. Di solito sono miei colleghi che vengono fulminati sulla”strada di Damasco” hanno studiato per anni autori pesantissimi (di difficile comprensione) per poi trovarsi fra le mai nel manovre di questo geniale autore.

 

3) I pentiti, sono quelle persone che hanno svolto nella vita per anni un altro tipo di “terapia”. Magari hanno fatto 3 o 4 cicli di psicoanalisi, hanno 1 o 2 specializzazioni in psicoterapia…e poi un giorno beccano Erickson e tutto cambia. (A differenza di quanto si possa pensare sono in molti quelli che hanno “cambiato strada” grazie ad Erickson – ti basta andare a fare un giro nelle scuole di psicoterapia ericksoniana per vederlo con i tuoi occhi;))

E’ chiaro che esistono personalità ancora più diverse che si approcciano ad Erickson, come i critici. Ma di solito queste tre rappresentano la mia esperienza, le persone che ho conosciuto.

E tutti e tre hanno una cosa in comune… dopo una prima lettura rischiano di andarsene via con convinzioni ancora peggiori su di lui. Lascia che mi spieghi meglio:

Chi è troppo invasato di Erickson (il primo caso) se non trova le “risposte magiche che desidera” rischia di abbandonare subito il campo. Ok è bello leggere le sue gesta ma se non mi da nessuno strumento pratico cosa lo leggo a fare. Oppure, “se io non riesco a fare nello stesso modo…cosa lo studio affare” ecc. Insomma come in ogni campo una grande aspettativa può nuocere all’apprendimento. 

I secondi, i curiosi che imbroccano la strada giusta si rendono conto ben presto che utilizzare la ipnosi come la usava Erickson, cioè in modo psicoterapeutico non è così facile come sembra dai suoi scritti.

Anzi a chi non conosce le altre forme di ipnosi ed ha ancora una visione stereotipica di questa disciplina sembra quasi che “questa non è ipnosi”. E allora abbandonano il campo per poi ritornarci dopo anni di smarrimenti fra tutti i tipi di ipnosi alternative.

Ed infine, i pentiti, quando notano che il pensiero di Erickson non è poi così chiaro e lineare come loro erano abituati nelle diverse scuole, tendono ad denigrarlo.

“Si sono tutte storielle che racconta main realtà non c’è vera clinica li dentro” o cose del genere. Così o tornano suoi propri passi oppure tendono a mescolare assieme le loro antiche concezioni con quelle ericksoniane.

Insomma studiare Erickson non è una passeggiata anche se le sue gesta sembrano talmente belle ed eleganti da essere “alla portata di tutti”. E’ come quando vedi un chitarrista che suona da anni e ti sembra che non stia facendo alcuno sforzo.

Ed in effetti gli anni di esercizio gli rendono tutto molto facile. Ma non sarebbe la stessa cosa se tu ci provassi imitandolo, servono anni di esercizio per raggiungere quella “forma”.

Così Erickson ci ha messo anni prima di diventare davvero elegante, ti basta leggere i suoi primi scritti dove utilizzava tecniche non diverse da quelle che potremmo definire di ipnosi classica, per passare poi negli anni ad essere sempre più strategico nell’utilizzo dello strumento ipnotico.

Cosi nascono i famosi aneddoti e le sue storie più affascinanti e se me ne darai il permesso te ne racconterò qualcuna convinto che il suo pensiero possa fare bene a tutta la società.

Cosi come la psicoanalisi viene utilizzata per analizzare non solo le persone ma anche il nostro contesto socio-culturale sono certo che Erickson abbia ancora tanto da darci e “da dirci”.

Fammi sapere cosa ne pensi lasciando un commento qui sotto…e se sei arrivato a leggere fino a qui dovrei io mettere “mi piace” sul tuo blog:)

A presto
Genna


Gennaro Romagnoli
Gennaro Romagnoli

Mi chiamo Gennaro Romagnoli e sono uno Psicologo, Psicoterapeuta ed esperto di Meditazione. Autore e divulgatore di PsiNel, il podcast di psicologia più ascoltato in Italia. Se desideri sapere di più clicca qui.