
Esiste una pericolosa tendenza psicologica che una volta riconosciuta può salvare le nostre relazioni. No, non è un’esagerazione, perché tutti prima o poi possiamo diventarne vittime. Come sappiamo il nostro cervello tende a risparmiare energia, questo lo porta ad avere diverse tendenze sistematiche: i famosi bias. Tra questi ne esistono una costellazione particolare dedicata a come tendiamo a percepire le persone che abbiamo intorno, soprattutto quando queste fanno breccia nei nostri cuori. Quando qualcuno ci piace, in tutte le accezioni di questo termine (romantico, amicale, artistico, intellettuale, ecc.), abbiamo la tendenza a vederne solo gli aspetti positivi. E quando qualcuno non ci piace facciamo esattamente il contrario… insomma un casino:
Bianco o nero
Noi non siamo stupidi, se qualcuno ci chiedesse di valutare con attenzione una persona saremo in grado di vederne sia gli aspetti positivi che quelli negativi. Tuttavia nelle scelte quotidiane non ci mettiamo a tavolino a pensare in questo modo, senza rendercene conto tendiamo invece a polarizzarci su una domanda semplice: mi piace o non mi piace? La risposta che ci diamo tende a cancellare tutte le altre opzioni: dunque se ci piace allora facciamo fatica a vederne i difetti, se non ci piace fatichiamo a vederne i pregi. Lo facciamo per risparmiare energia non perché siamo stupidi, la cosa paradossale è che, proprio il risparmio energetico ci fa comportare come stupidi. E’ lui il vero responsabile dell’effetto piedistallo.
In un lungo post che ho scritto per Substack ti parlo di questo effetto piedistallo, cioè che più velocemente mettiamo qualcuno o qualcosa su un piedistallo (lo idealizziamo) e più sarà veloce la sua eventuale caduta. Anche questo è un fenomeno molto più frequente di quanto ci piaccia immaginare, noi abbiamo bisogno di credere, di convincerci, di avere appunto la visione bianco o nera, per poter agire. Immagina un nostro antenato nella sua caverna che pensa: ma no dai oggi non vado a caccia con il mio vicino, sia mai possa uccidermi. Certo che poteva pensarlo ma lo cancellava magari attraverso un rituale di amicizia: “da oggi siamo fratelli”, qualche cosa di simbolico che potesse saldare i rapporti.
Probabilmente tali tendenze hanno fatto nascere vari aspetti di quello che oggi chiamiamo “Diritto”. Pensa ad alcune persone che si mettono insieme per creare qualcosa, è chiaro che lo fanno perché si conoscono e si stimano vicendevolmente ma allo stesso tempo sappiamo, dai dati che abbiamo sulle aziende, che non tute superano i 5 anni. Perché? Perché in realtà non si sa con precisione cosa significhi remare tutti in quella direzione fino a quando non iniziamo a farlo. Per farlo con la massima sicurezza per tutti scriviamo delle cose su dei fogli di carta, di modo che, se per caso la luna di miele dovesse finire, se l’effetto “illusorio” dovesse cadere”, avremo dei paracadute. Infatti in quel momento non solo crolla l’illusione ma molto spesso vengono fuori i famosi altarini.
No, non puoi farlo con aspetti informali della realtà che sono molto più numerosi. Quando conosci una persona, quando ci scambi quattro chiacchiere o quando si tratta di una amico di lunga data. Ogni volta che abbiamo a che fare con le persone, soprattutto quando non le conosciamo davvero bene, rischiamo di semplificare la relazione è generare un rapporto bianco e nero. A volte va benissimo, quando incontro un tizio al bar e ci faccio un pezzo di serata parlando di qualcosa (di musica di solito), anche se mi è molto simpatico, non mi importa molto se poi si comporta male. A meno che io non sia particolarmente preso dal meccanismo che stiamo descrivendo, il quale può letteralmente farci soffrire per una persona che abbiamo conosciuto da pochissimo.
Ti capita? A me capita, soprattutto perché mi sento una persona entusiasta, sia delle nuove cose che scopro che delle persone che conosco. Quindi mi capita spesso di conoscere una persona, pensare che sia splendida per poi ricredermi per un qualche motivo. Lo stesso mi può accadere per i libri, per la musica o per un cibo: ehi da oggi in poi mangerò solo questo, poi scopro che non si abbina con quell’altra cosa, che mi fa dormire male e di colpo inizio ad odiare ciò che un minto prima amavo. No, non è una cosa da pazzi (si se è estrema non va molto bene) ma è un meccanismo naturale per lanciarci sulle cose. Che viene alimentato da aspettative, proiezioni, profezie che si auto-avverano e molto altro… ecco perché dobbiamo parlarne!
Meccanismi psicologici particolari
Oltre al bias bianco e nero questo tema in realtà è stato sviscerato in altri due ambiti molto diversi della psicologia: quella legata ai processi di sviluppo ed interazione con la madre e quella psico-sociale. Nel primo aspetto abbiamo il tema oscuro fatto emergere da Melanie Klein con la sua famosa ipotesi del “seno buono e del seno cattivo”. La Klein è stata una psicoanalista che si è occupata dello studio dei bambini, la quale affermava che, dato che il bambino non ha una psiche pienamente sviluppata non può accettare due sentimenti contrapposti troppo intensi. In particolare quando la madre esaudisce i suoi bisogni il bimbo la vede come “un senso buono”, che cioè ha appena soddisfatto i suoi bisogni. Ma quando al contrario non riesce a farlo prontamente, si sviluppa l’idea della presenza di un “seno cattivo”.
Secondo la Klein per il bambino è inaccettabile che entrambe queste posizioni appartengano ad una sola persona, la quale o è buona o è cattiva, per tanto avviene un meccanismo di scissione (splitting). In cui il dolore per il mancato soddisfacimento del bisogno spezza la figura materna (o paterna) in due, separandole. Se ci pensiamo questo assomiglia molto al meccanismo che stiamo discutendo, quando vedo una persona come buona faccio fatica ad immaginare i suoi punti oscuri e cattivi. Anche se a tavolino tutti ci rendiamo conto di avere varie sfaccettature, quando pensiamo al volo alle persone intorno a noi, difficilmente facciamo analisi così approfondite. Secondo diversi miei colleghi un eccesso di polarizzazione del pensiero può derivare proprio da un approccio negativo avuto con questi primi oggetti di amore durante lo sviluppo. (Oggetti in termini psicoanalitici).
Il secondo meccanismo, che non esclude il primo, è la famosa dissonanza cognitiva di Leon Festinger. Chiunque sia leggermente appassionato di psicologia conosce questo termine, ormai famoso ma spesso tendiamo a liquidarlo con tanti altri fenomeni psicologici. In poche parole dato che la nostra mente fa fatica a mantenere due idee contrastanti, tende ad eliminarne una o ad iper semplificare le cose. Insomma per darmi ragione tendo a raccontarmela. L’esempio più noto è avvenuto davvero quando una setta americana era convinta che sarebbero arrivati gli alieni in una certa data, si sono tutti preparati per l’avvento ma come si può immaginare non è arrivato nessuno. La setta era tutta improntata all’incontro con questi esseri, un po’ come dire “arriverà il messia a salvarci” non era una parte superficiale del loro credo, era la parte centrale.
Quindi, quando gli alieni non sono arrivati, quando la promessa è stata smentita, cosa è successo? La maggior parte della gente immagina che gli adepti si siano ribellati, siano usciti in massa dalla setta, ma le cose non sono andate così. I due fondatori, se non ricordo male marito e moglie hanno semplicemente detto: “sono arrivati, hanno visto che non eravamo pronti e sono andati via”. E tutti gli sono andati dietro. Pur di mantenere una coerenza mentale meglio raccontarsi che non eravamo pronti piuttosto che, “siamo tutti degli imbecilli manipolati da due matti”. Potrei continuare a fare esempi per ore, perché spessissimo ci capita di aggiustare la realtà in questo modo. Così se penso che un tizio è davvero “il numero uno”, farò fatica ad immaginarlo fare cose abominevoli. Vedi ad esempio il caso di Michael Jackson e molti altri artisti e idoli finiti in scandali del genere.
Hai mai sentito dire che non dovresti mai conoscere i tuoi idoli? E’ esattamente per i meccanismi che stiamo raccontando. Ammettiamo che io sia una persona che stimi. Ci incontriamo di sera in un locale, ad un certo punto mi vedi litigare con un cameriere e pensi: “cavolo io immaginavo Genna tutto pacifico, guarda che gran maleducato” magari non hai ascoltato tutto il litigio, magari non sai che quel tizio mi ha trattato molto male. Ma come dicevamo, tale meccanismo anche se molto forte diventa velocemente il suo opposto. Perché dentro di noi c’è come un meccanismo che in un qualche modo cerca di spodestare gli idoli, il problema è che spesso facciamo tutto da soli.
Manipolazione
Ho visto tantissime volte questo meccanismo in azione nei manipolatori, quelli davvero scaltri. Vuoi un segreto per riconoscerli? Applicano la velocità con la quale si innamorano alle cose anche ai giudizi negativi. Quindi è quella persona che viene da te e ti dice: “Wow, ma sai che seguo i tuoi podcast da anni, li amo e tu sei il mio idolo… ma sai quella persona che fa le tue stesse cose? Ecco quelli lì mi suona di falso e truffatore, tu sei l’unico che mi sembra davvero onesto”. Ecco una persona del genere è pericolosa, non perché stia segretamente pensando di manipolarti ma perché probabilmente quella è la sua unica modalità di comunicazione. Sono persone che non riescono a stare nei conflitti perché li trasformerebbero subito in ciò che sono davvero: esseri umani che possono odiare e dire cose brutte, esattamente come te e me.
Ma dato che per loro la facciata sociale è molto importante evitano attentamente i conflitti in modo diretto. Sono però maestri del conflitto in modo indiretto, sono quelli che ti raccontano come si difenderebbero da quel tizio ma poi, quando lo incontrano gli leccano i piedi. Ora, tutti possiamo fare qualcosa del genere ma l’indizio principale sta proprio nel meccanismo di rapido cambiamento tra una posizione e l’altra. Sono quelli, per intenderci che salutano in modo appassionato una persona e non appena se ne va si girano e ti dicono: “che rompipalle, meno male che non si è attaccato questa sera”. Oppure fanno commenti svalutanti su facoltà poco chiare: “quel tizio secondo me ha un QI basso”… ecco, di solito hanno queste modalità.
Sì il famoso Love Bombing delle sette, quello nel quale tutti o una parte del gruppo ti accoglie con estremo amore per poi abbandonarti, è esattamente quello che fanno queste persone. Sono quelle che quando sono da sole, le trovi al bar ti salutano con affetto, ti offrono da bere e ti esaltano per le tue qualità. Ma non appena arriva una persona nuova, ti mettono da parte e fanno altrettanto con il nuovo arrivato dimenticandosi di te, hai presente? Ecco, in questi casi siamo di fronte ad una sorta di un comportamento narcisistico che può essere più o meno coperto. Nella mia esperienza, più è coperto (covert) e peggio è, perché sono persone che si coprono ma non appena possibile sputano veleno, cambiano le narrazioni nei gruppi, sembra che amino mettere zizzania.
Spesso chi ha a che fare con loro non capisce se ciò che dicono è vero oppure no, perché il loro cercare di portare costantemente tutto dalla propria parte può apparire addirittura teatrale. Purtroppo non sono persone stupide, anzi, sono persone che per manipolare hanno sviluppato grandi doti sociali. Sono quelle che lì per lì sembrano stucchevoli nei loro modi ma riescono però a concquistare le persone nonostante un evidente eccesso di esaltazione del prossimo. Che ripeto, avviene quasi sempre in modo singolo, difficilmente si mettono ad elencare i lati positivi di qualcuno in sua assenza e di fronte ad un pubblico. Amano molto di più parlarti male in modo specifico di persone che, sanno che anche tu odi, un’altra manipolazione: infatti non c’è niente di più potente dell’odiare insieme qualcosa.
Quando queste persone lo fanno per scopi personali e non solo per stare bene con se stesse. Per raggiungere una posizione nel lavoro, per ottenere qualche favore, allora aggiungono al lato narcisistico l’aspetto macchiavellico. Come abbiamo visto di recente è probabilmente l’aspetto peggiore di tutti, perché significa che in fondo sanno che quello è il loro modo di agire. Non è una semplice difesa è un pattern comportamentale che tra l’altro, lascia una scia lunga. Non è un caso che queste persone abbiamo rotto moltissimi rapporti del passato senza mai più riconcigliarcisi, perché non tendono a litigare, tendono ad inquinare i pozzi e poi scappano dalla responabilità di averlo fatto. Il che li porta a fuggire dal confronto…
Se ti interessa possiamo provare a fare un episodio completo su come gestirli… per oggi mi fermo qua, fammi sapere cosa ne pensi.
A presto
Genna



