In questa puntata ultra estiva ho deciso di condividere con te un pezzetto della mia vita, in particolare della mia infanzia.

L’ho fatto altre volte ma oggi voglio mostrarti e dimostrarti che cosa intendo per crescita personale e perché “ci credo davvero”.

Buon ascolto…

La crescita personale

Mettiamo subito le cose in chiaro: crescita personale non significa cercare costantemente di performare alla grande e di rincorrere continui obiettivi sfidanti.

Si è anche questo ma è soprattutto conoscere e riconoscere te stesso. A questo servono le “sfide” in termini americani, a farti toccare con mano i tuoi limiti.

Avere consapevolezza di te stesso non significa solo meditare ma è un modo particolare di osservare come funzioni.

Puoi farlo studiando chi prima di te lo ha fatto con dovizia di particolari (la psicologia) e vivendo la tua vita con il giusto atteggiamento.

Che è quello descritto sia dalle tradizioni sapienziali (conosci te stesso ecc.) e sia dalle ricerche scientifiche sul funzionamento del cervello.

La vita è una maratona

Spesso le persone che vengono nel mio studio lo fanno con un atteggiamento ben preciso che può essere riassunto così: “come si stava bene prima”.

Infatti uno degli aspetti maggiormente traumatici della vita è quello di passare da una condizione di benessere ad una di malessere.

E’ una cosa piuttosto banale a pensarci ma pochi fanno realmente mente locale: il benessere che cerchi dipende da dove parti.

Se nalla “maratona della vita” ti ritrovi parecchio in vantaggio hai solo 3 alternative: sfruttare il vantaggio, aspettare i tuoi compagni o sederti sugli allori.

Sedersi sugli allori

Come sai il nostro cervello adora l’economia, gli piace risparmiare energia ma non perché è pigro ma perché questo gli ha consentito di farti sopravvivere sino ad ora.

Non far sopravvivere te ma la nostra intera specie! Per questo ci viene facile sederci sugli allori invece che rimboccarci le maniche.

E in un mondo ad altissima tecnologia (come il nostro) le cose diventano sempre e davvero più facili.

Il che può portarci a vedere la crescita personale non tanto come un fattore legato allo sforzo e alla consistenza ma alla fortuna.

”Ah se fossi nato in America…ah se fossi nato più ricco…ah se fossi nato più bello e alto, ecc.”.

Un tempo eravamo realmente bloccati

Sino a pochi secoli fa se nascevi “povero” era molto probabile che tu morissi anche “povero”. Se eri figlio di agricoltori facevi l’agricolotore e non c’erano altre alternative.

Lo sviluppo moderno oltre ad aver portato tanti problemi (come quello della pigrizia descritto poco fa) ha portato anche una valanga di vantaggi.

Questi vantaggi però sono solo per chi riesce a comprendere di poter crescere e di poter cambiare le cose. Di chi ha un atteggiamento di “crescita” come direbbe Carol Dweck.

Sappi che questo atteggiamento non vale solo per noi opulenti occidentali ma vale per chiunque desideri crescere, indipendentemente dal punto di partenza.

Ognuno parte da dove può

Personalmente sono nato in una famiglia modesta, i miei genitori non hanno avuto la possibilità di studiare ed io sono il primo (e per ora unico) laureato della mia famiglia.

Per arrivare sino a qui i miei genitori hanno dovuto fare grandi sacrifici e così anche io. Non l’ho capito subito, ci ho messo un po’ a comprendere di poter “cambiare le cose”.

Sino a 16/17 anni ero convinto che il mio futuro sarebbe stato caratterizzato da piccoli lavoretti precari da musicista.

Ed il massimo dell’aspirazione sarebbe stata quella di trovare qualcosa che mi piacesse da fare, cosa che un tempo sarebbe stata impossibile.

Il video che hai appena visto è del mitico Salvatore Aranzulla uno degli imprenditori digitali più famosi e di successo in Italia.

La sua storia rispecchia perfettamente il concetto della puntata di oggi, infatti Salvatore è nato e cresciuto in un piccolo paese del sud con poche possibilità.

Ma la sua tenacia gli ha fatto scorgere la possibilità di trasformare una passione (ed una attitudine) in un lavoro che gli consentisse di poter andare a studiare a Milano.

Il suo obiettivo era quello di trasferirsi al nord per poter avere maggiori opportunità per se stesso e per la sua famiglia.

Sono questi i veri esempi di crescita personale a cui facciamo spesso riferimento, persone comuni che diventano “meno comuni” attraverso l’impegno.

Questa benedetta consistenza

Qualche giorno fa sul mio account di Instagram ho festeggiato un anno di attività, raccontando di aver raccolto circa 3000 follower in un anno.

Non sono tantissimi ma per qualcuno sono molti, così mi hanno chiesto in tanti come avessi fatto e l’unica vera risposta è: consistenza!

E’ una storia piuttosto banale ma che per la sua banalità diventa invisibile, qualcosa che già i filosofi avevano intuito: la qualità è data dalla quantità.

Se scrivo 2 articoli per un giornale sono solo uno che di tanto in tanto scrive, se ne scrivo 2000 divento un giornalista.

Se mi strappo 2 capelli divento “meno capelluto” ma se ne strappo duecentomila divento pelato (io lo sono già…dannata qualità ;-))

L’impermanenza

Circa 3 millenni fa in oriente il Buddha scopriva le 4 nobili verità e la prima è l’impermanenza e nello stesso periodo in Grecia Eraclito parlava di “panta rhei”.

Insomma lo sappiamo da un bel po di tempo che in questo mondo nulla resta inalterato e tutto cambia, non possiamo mettere il piede 2 volte nello stesso fiume (per citare l’oscuro Eraclito).

Lo stesso vale per i nostri risultati personali, questo non significa doverci mettere a rincorrere ogni giorno “il successo” ma è un modo per diventare consapevoli di come funzionano le cose.

E il modo migliore per starvi dietro è sempre la nostra cara consapevolezza, solo se sei consapevole puoi renderti conto che le cose vanno o non vanno.

La consapevolezza

Lo so che può sembrare strano parlare di “presenza” e consapevolezza nella puntata di oggi, ma posso assicurarti che c’entra.

Pensa ad una azienda, se non è consapevole di come stanno andando le cose non riuscirà a prosperare, non sai quante aziende conosco che sono fallite perché “non facevano bene i conti”.

Fare “i conti” per l’azienda, cioè sapere quanto entra e quanto esce e quanto rimane in cassa, è l’equivalente dell’essere presenti e consapevoli nella crescita personale.

Fare “i conti” significa essere spudoratamente onesti con se stessi e capire quanto realmente “ci resta”, posso assicurati che far finta di niente è la prassi.

Fare lo struzzo

Mettere la testa sotto la sabbia non è una cosa comune nelle “piccole e medie imprese”, dove il padrone se non fa bene le cose si ritrova ad essere uno schiavo del proprio lavoro.

Ma come sai è una cosa comune dell’essere umano che per timore o per pigrizia preferisce guardare solo gli aspetti positivi del proprio operato.

Ed invece arrivo io a “guastare le feste nella crescita personale classica” a dirti che le cose stanno proprio così.

Fare lo struzzo è l’equivalente della nostro caro e stra citato “evitamento esperienziale”, evitare il tuo mondo interiore non ti farà crescere.

Evitare di salire sulla bilancia non fermerà il tuo aumento di peso, e questo vale in qualsiasi campo.

Fare tesoro

Tutte le cose importanti della vita si tesaurizzano, nel senso che se gli diamo la giusta importanza diventano un valore per il futuro.

Oggi sappiamo che il semplice leggere, come stai facendo adesso, rallenta l’invecchiamento del tuo cervello. Fortunatamente è qualcosa che saprai solo fra moltissimi anni (si spera).

Così se fai esercizio fisico stai mettendo da parte “dell’energia per altri momenti”. E come sai, se mediti stai tesaurizzando la consapevolezza.

Sono gli studi a dimostrare che la meditazione è un processo cumulativo, proprio come tutti gli altri descritti.

E’ un processo democratico

Purtroppo neanche a me piace l’idea di dover fare esercizio per tutta la vita, leggere cose che magari non mi interessano e stare attento a ciò che ingurgito.

Però bisogna ammettere che si tratta di un processo abbastanza democratico, uno dei pochi della nostra società.

Puoi avere tutti i soldi del mondo ed andare dal miglior maestro di meditazione sulla faccia della terra, ma se non pratichi non vai da nessuna parte!

Puoi comprarti una risonanza magnetica ed usarla come biofeedback ma se non fai gli esercizi e non studi il tuo cervello perderà colpi.

I fisiologi lo dicono da secoli: “se non lo usi lo perdi!”. Se non usi le gambe per qualche mese farai fatica a camminare.

La cosa bella è che se cammini tutti i giorni puoi tranquillamente stare seduto una settimana senza ripercussioni.

La corsa del topo verso la felicità

Purtroppo tutti sappiamo che a questo mondo nulla resta inalterato e che tutti dovremmo anelare ad una “vita migliore”, tuttavia alcuni studi mettono seriamente in discussione questa faccenda.

Le prime evidenze ci dicono che anche se riuscissi a guadagnare 10 volte ciò che guadagni oggi il tuo “tasso di felicità e soddisfazione personale” non cambierebbe più di tanto.

E i secondi ci ci dicono invece che più acquisisci potere e forza e più rischi di diventare cattivo e arrogante, se non mi credi guarda questo video:

Questo video è talmente interessante che sicuramente ci dedicherò una puntata in futuro, nel frattempo guardalo e fatti una tua opinione.

Alla prossima
Genna


Gennaro Romagnoli
Gennaro Romagnoli

Mi chiamo Gennaro Romagnoli e sono uno Psicologo, Psicoterapeuta ed esperto di Meditazione. Autore e divulgatore di PsiNel, il podcast di psicologia più ascoltato in Italia. Se desideri sapere di più clicca qui.